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Alto Adige. Terminato un anno scolastico caratterizzato dalle incertezze

12 Luglio 2021

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Alto Adige. Terminato un anno scolastico caratterizzato dalle incertezze

L’anno scolastico 2020/21 si è concluso a fine luglio con gli esami di maturità presso le scuole superiori di lingua tedesca, italiana e ladina. Quest’anno hanno superato l’esame di maurità 4.086 giovani, di cui 2.778 di lingua tedesca1.216 di lingua italiana e 92 di lingua ladina. Hanno invece completato la scuola secondaria 5.722 alunni, di cui 4.040 di lingua tedesca, 1.446 di lingua italiana e 236 ladini.
I tre assessori provinciali, Philipp Achammer, Giuliano Vettorato e Daniel Alfreider, insieme al direttore per l’istruzione e la formazione tedesca, Gustav Tschenett, la direttrice della Direzione provinciale Scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado in lingua tedesca, Sigrun Falkensteiner, il direttore per l’istruzione e la formazione italiana, Vincenzo Gullotta, e la direttrice del Dipartimento Direzione Istruzione, Formazione e Cultura ladina, Edith Ploner hanno fatto il bilancio dell’anno scolastico appena concluso.
L’assessore Achammer ha definito l’anno appena concluso “l’anno scolastico delle incertezze”, che ha richiesto “un enorme sforzo”. L’assessore provinciale Vettorato ha parlato di un “anno speciale e difficile”, mentre, secondo l’assessore provinciale Alfreider, l’anno scolastico ha più volte messo alla prova tutti coloro che si occupavano della scuola a causa dei continui cambiamenti.
Un quadro dello stato d’animo che ha caratterizzato l’anno scolastico 2020/21 è stato fornito dalle indagini svolte dagli uffici di valutazione di tutte e tre le Direzioni didattiche che hanno interpellato docenti, alunni e genitori. Il centro di valutazione per il sistema educativo tedesco ha interrogato oltre 12.700 persone per poter valutare, tra l’altro, un quadro della gestione delle misure igieniche, l’organizzazione dell’apprendimento in presenza ed a distanza, l’apprendimento auto-organizzato e l’uso dei media digitali.
Oltre 6800 persone sono state interpellate sulla loro esperienza con la pandemia, sugli aspetti negativi e positivi, i cambiamenti e le difficoltà incontrate nella didattica dal Centro di valutazione per le scuole di lingua italiana, 1270 da quella ladina. Soprattutto, è stato giudicato positivo il rafforzamento e lo sviluppo delle competenze digitali, sono stati valutati negativamente i minori contatti sociali, i lunghi tempi davanti allo schermo e – soprattutto da parte dei docenti – la difficoltà di separare le questioni private da quelle professionali.
Il direttori Falkensteiner, Tschenett, Gullotta e Ploner hanno quindi presentato un bilancio estremamente positivo degli esami e degli obiettivi formativi ed hanno sottolineato che l’obiettivo comune era quello di garantire la massima frequenza scolastica possibile coinvolgendo  il maggior numero possibile di studenti. Nelle scuole elementari e medie di tutti e tre i gruppi linguistici, quasi tutti gli alunni sono stati promossi alla classe successiva. Nelle scuole secondarie le percentuali di promozioni sono rimaste, come di consueto, un po’ più bassi nelle prime due classi per poi aumentare nelle tre classi successive.
Le scuole sono attualmente impegnate predisporre al meglio l’inizio del prossimo anno scolastico. Sono previste lezioni frontali in tutte le scuole ed a tutti i livelli scolastici, nonché un ritorno al normale orario scolastico sulla base delle linee guida appositamente predisposte. Affinché ciò sia possibile, l’orario di insegnamento dovrebbe essere suddiviso tra mattina e pomeriggio. Anche l’ingresso e l’uscita saranno appositamente regolamentati per evitare assembramenti.
Oltre alle misure igieniche, alle distanze minime e alla protezione di bocca e naso (ad eccezione dei bambini della scuola materna), saranno probabilmente programmati di nuovo screening a livello provinciale (autotest). “Il nostro obiettivo assoluto è quello di iniziare al cento per cento l’insegnamento in presenza per tutto l’autunno”, hanno annunciato i tre assessori Achammer.,Vettorato ed Alfreider, i quali hanno anche auspicato una responsabilizzazione sia a livello individuale che collettivo “L’inizio della scuola in autunno dipende dal nostro comportamento in estate e dal tasso di vaccinazione”.
A questo proposito è stato sottolineato che non è previsto alcun obbligo vaccinale per il personale docente, ma che vi è una forte raccomandazione ad effettuare la vaccinazione contro il Covid-19.

Foto, Vettorato Achammer ed Alfreider/c-ASP/F. Brucculeri

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