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Illegale la riduzione unilaterale delle ore di lavoro, la sentenza del Tribunale di Bolzano dà ragione a una lavoratrice part-time

9 Giugno 2021

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Illegale la riduzione unilaterale delle ore di lavoro, la sentenza del Tribunale di Bolzano dà ragione a una lavoratrice part-time

Nel lavoro part-time il datore di lavoro non può ridurre unilateralmente le ore di lavoro settimanali al proprio dipendente e deve indicare la collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno. In caso contrario, sarà il giudice a ripristinare le ore unilateralmente decurtate, determinare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa e condannare il datore di lavoro al risarcimento del danno in favore della dipendente. Questo, in sintesi, il contenuto di un’importante sentenza emessa dalla giudice del lavoro del Tribunale di Bolzano Eliana Marchesini sul caso di una lavoratrice part-time cui il datore di lavoro aveva unilateralmente – e senza il consenso di quest’ultima – ridotto l’orario di lavoro e frequentemente modificato i turni di servizio in mancanza di specifica determinazione dell’orario di lavoro all’interno del contratto.

La donna, una giovane mamma, addetta alle vendite in un negozio di abbigliamento, assistita dal sindacato Filcams/Cgil di Bolzano, dopo aver ripetutamente richiesto al proprio datore di lavoro il ripristino delle ore di lavoro e la possibilità di lavorare nel turno mattutino in modo da poter conciliare le proprie esigenze familiari di accudimento del figlio piccolo, si è decisa a rivendicare i propri diritti davanti alla magistratura del lavoro, ottenendo un primo provvedimento in via cautelare e una successiva sentenza di merito con pieno riconoscimento delle proprie ragioni.
“La giudice – afferma il legale della lavoratrice Luca Crisafulli – ha affermato due principi fondamentali che presiedono i rapporti di lavoro a tempo parziale: nessuna lavoratrice può subire la riduzione unilaterale del proprio orario di lavoro e al tempo stesso, ogni dipendente assunto a tempo parziale deve poter contare su un orario di lavoro determinato e puntualmente indicato in contratto”.
“Nel caso di specie – prosegue l’avvocato – in mancanza di uno specifico orario di lavoro stabilito in contratto, la giudice ha fissato un orario compatibile con le necessità familiari della dipendente, le ha riconosciuto il numero di ore già godute prima dell’unilaterale riduzione operata dal datore di lavoro e ha condannato l’azienda a risarcire il danno sofferto dalla lavoratrice operando una quantificazione in via equitativa”.
Piena soddisfazione è stata espressa da Sarah Spagnuolo funzionaria del sindacato Filcams/Cgil di Bolzano che ha seguito il caso fin dall’inizio: “Si tratta del riconoscimento di diritti purtroppo troppo spesso violati, in spregio alle regole che sovrintendono i rapporti di lavoro part-time e con pesantissime conseguenze sul benessere, e spesso anche sulla salute, di lavoratrici e lavoratori, spesso precari o in situazioni familiari di estrema difficoltà. Un importante precedente che speriamo possa servire per ripristinare la legalità in tutti quei rapporti di lavoro dove il diritto viene accantonato per scelte opportunistiche dei datori di lavoro”.

In foto, avv. Luca Crisafulli, il legale della lavoratrice

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