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Passi concreti verso l’equità salariale per le donne

10 Maggio 2021

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Passi concreti verso l’equità salariale per le donne

Nella sessione di lavori di questa settimana in Consiglio provinciale, verrà trattata una mozione del Team K sul divario salariale di genere, con proposte concrete. Le aziende altoatesine avranno a disposizione uno strumento online per consentire la trasparenza salariale e chi non lo garantisce perderà la riduzione dell’Irap e il diritto ai sussidi economici.
Alla fine di aprile, il Team K ha presentato un disegno di legge per affrontare la disuguaglianza salariale di genere, ma già due anni fa era stata depositata una mozione sul tema. “In Alto Adige, il divario salariale tra donne e uomini è rimasto invariato al 17% per anni: per svolgere lo stesso lavoro, troppo spesso le donne vengono pagate molto meno. In termini concreti, poco è stato fatto finora per cambiare la situazione. Certo, le aziende devono continuare a negoziare gli stipendi con i propri dipendenti e poter pagare il personale in base alle prestazioni, ma una retribuzione inferiore per lo stesso lavoro, solo perché sono una donna, non è accettabile”, spiega Maria Elisabeth Rieder.
Con questa mozione, il Team K vuole aprire un dibattito e arrivare finalmente a un cambio di paradigma. Le aziende che sono trasparenti pubblicando l’ammontare dei salari, devono essere sostenute. Per permettere la divulgazione di questi dati senza dover affrontare una pesante burocrazia, la Provincia dovrebbe mettere a disposizione delle aziende un adeguato strumento. I dati inseriti saranno resi anonimi e verranno quindi pubblicati. “Con un opportuno strumento anche le piccole aziende, una realtà molto presente nel nostro territorio, potranno impegnarsi nella giusta direzione. Le imprese che non sono disposte ad essere trasparenti in futuro saranno penalizzate. La riduzione dell’Irap dovrebbe essere legata alla trasparenza salariale”, propone Rieder nella mozione.
In diversi Paesi europei esiste già l’obbligo della trasparenza salariale. La Danimarca ha già introdotto l’Equal Pay Act nel 2007: la legge obbliga le aziende a pubblicare i loro dati sui salari in relazione al genere. In Germania, la “Entgelttransparenzgesetz” è in vigore da luglio 2017. La Svizzera usa lo strumento “Logib”, che permette alle aziende di determinare quanto è ampia la disuguaglianza salariale.

“È troppo poco sottolineare la disuguaglianza salariale di genere una volta all’anno, per l’Equal Pay Day. Servono misure concrete per combatterlo”, sostiene Rieder. Il primo passo in questa direzione è un’ampia discussione sul gender pay gap in Consiglio provinciale. Il Team K si appella alle altre forze politiche: “Lanciamo un segnale comune contro la disuguaglianza salariale, le campagne d’informazione e le giornate sul tema da sole non bastano

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