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Dialoghi Danteschi a Merano

2 Maggio 2021

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Dialoghi Danteschi a Merano

Presso l’Accademia di Merano tutto l’anno 2021 si svolge all’insegna della lettura e dello studio scientifico della Commedia dantesca nel settimo centenario della scomparsa dell’autore.

 Si è appena conclusa la seconda tappa dei Dialoghi danteschi in cui sono stati riletti, interpretati e discussi alcuni dei personaggi più conosciuti e amati del Purgatorio. Hanno partecipato otto studiosi di letteratura italiana provenienti dall’Italia, dalla Germania e dall’Inghilterra. I brani della Commedia sono stati letti da Marta Penchini.

Nell’incontro sul re di Puglia e di Sicilia Manfredi, Paolo Pellegrini (Università di Verona) si è soffermato sul cronista Riccobaldo da Ferrara che visse e lavorò in contesti dell’Italia settentrionale contigui a quelli danteschi e le cui opere meritano un supplemento di indagine nell’ambito delle fonti della Commedia, mentre Franziska Meier (Universität Göttingen) ha indagato il carattere “scandaloso” dell’episodio in questione, delineando l’atteggiamento radicale di un Dante disposto a porsi addirittura al di sopra dell’autorità dello stesso pontefice. 

Nel secondo incontro, dedicato al trovatore mantovano Sordello, Francesco Sberlati (Università di Bologna) ha messo in evidenza alcune caratteristiche del personaggio, in particolare il valore politico che Dante assegna alla sua figura nel complessivo contesto europeo e il significato della sua invettiva polemica rivolta a detentori del potere incapaci di assicurare ordine e giustizia. Paolo Rambelli (Università di Bologna), invece, ha rivelato come la poesia trobadorica non rappresenta solo una fonte e un modello per i versi danteschi ma, forse, anche lo strumento attraverso cui Dante giunse ad attingere dai testi e dai trattati d’amore cristiani i termini e i concetti stessi di canto, cantica e commedia.

Il tema del terzo appuntamento sul Purgatorio è stato il miniatore eugubino Oderisi. Giorgio Zanetti (Università di Modena e Reggio Emilia), anche attraverso un’analisi della singolare parafrasi del Pater noster con cui si apre il canto XI, ha sondato l’interpretazione poetica dantesca della superbia, esplorandone i motivi e le forme, le valenze molteplici di ordine religioso, etico-politico, antropologico, artistico-letterario, anche nelle loro risonanze implacabilmente autobiografiche ed esistenziali. Alberto Bertoni (Università di Bologna) ha aggiunto alcune osservazioni esplicative della figura del grande miniatore, per soffermarsi poi, da un lato, sull’eccesso di autobiografismo lamentato da Dante; e, dall’altro, sull’idea modernissima (introdotta dal pellegrino-poeta, che non scompare mai dallo storytelling proprio del canto) del conflitto latente tra un’epoca storica e quella immediatamente successiva, nell’evoluzione tecnica e inventiva delle arti.

L’ultimo appuntamento consacrato al Purgatorio si è concentrato sul poeta bolognese duecentesco Guido Guinizelli, padre del dolce stil novo e protagonista del canto XXVI. Giorgio Barachini (Università di Calabria) ha illustrato il reciproco rapporto tra le due figure di Guinizelli e Arnaut Daniel, inoltrandosi nella riflessione letteraria di Dante e nella sua esperienza biografica, in quanto i due piani non sono mai distinti: la salvezza di Guido e Arnaut e la condanna di Giraut de Bornelh e di Guittone d’Arezzo derivano da esperienze che Dante razionalizza, in parte a posteriori, ma che in parte affondano le radici anche nel vissuto emotivo e affettivo della giovinezza del poeta. Nel medesimo incontro John Butcher (Accademia di Merano), direttore scientifico dei Dialoghi scientifici, si è messo sulle tracce della similitudine del canto XXVI ruotante intorno all’eroina di Lemno Ipsipile: più che a Properzio oppure alle Eroidi ovidiane l’autore fiorentino intendeva rinviare, con l’immagine emotiva della riunione di madre e figli presso la corte del re Licurgo, al quarto e quinto libro della Tebaide staziana.

L’8 maggio si darà inizio al percorso di lettura e di ricerca scientifica relativo ai cieli del Paradiso con interventi su Piccarda Donati presentati da Luca Lombardo (Università Ca’ Foscari Venezia) e da Guglielmo Barucci (Università di Milano). Intanto tutti i video sinora realizzati dell’Inferno (Francesca da Rimini, Brunetto Latini, Ulisse e il conte Ugolino) e del Purgatorio sono liberamente visualizzabili tramite il sito dell’Accademia di Merano (www.adsit.org), su Youtube Accademia Merano e su Facebook (https://www.facebook.com/akademiamerano).

Foto, Marta Penchini

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