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Bolzano. A Novacella un progetto tra memoria storica e processi innovativi

26 Maggio 2021

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Bolzano. A Novacella un progetto tra memoria storica e processi innovativi

Ti ricordi com’era domani? Sembra un paradosso, una contraddizione, un suicidio sintattico, e invece è l’originale denominazione di un progetto che, attraverso il coinvolgimento e l’affiancamento “fisico” di giovani e anziani, intende raccontare e ridare nuovo slancio alla socializzazione del quartiere bolzanino Europa-Novacella, duramente colpita – come il resto dell’umanità, peraltro – dal distanziamento indotto dal Coronavirus.
Il nome reale del progetto è “Ricordi domani?”, è curato dalla cooperativa sociale Young Inside con il sostegno delle Politiche Giovanili della Ripartizione Cultura della Provincia, si trova nella fase embrionale e andrà avanti fino a ottobre 2021.
Perché questo progetto? Lo spiega la presidente della cooperativa, Francesca Viola. “L’epidemia di Covid 19 ha messo a dura prova le relazioni sociali, i legami di prossimità e le quotidiane occasioni di socializzazione. I consueti spazi adibiti alla cultura si sono svuotati, e le uniche piazze che hanno permesso di perpetuare i legami sono le piattaforme digitali e i social network. Urge quindi una riflessione sulla vita degli abitanti e sui quartieri, sulle strade e sulle piazze che hanno perso vivacità e parte della loro identità. È quindi necessario ripensare gli spazi pubblici e di prossimità e, in vista di una ripartenza, poterli immaginare unendo i punti di vista delle generazioni. Per farlo serve riflettere sulla vocazione storica del quartiere e, al contempo, innovare e valorizzare tradizioni e luoghi”, spiega Viola.
Il progetto interesserà il quartiere Europa-Novacella, la circoscrizione più piccola delle cinque suddivisioni del capoluogo ma popolata da ben 16.000 abitanti con una densità abitativa molto elevata (quasi 20.000 persone per km²) e con l’indice di vecchiaia più alto della città: qui infatti vivono il 28,3% degli over 65 anni e il 16,5% degli over 75 bolzanini. Il quartiere ha storicamente una forte connotazione commerciale, e le vie che lo disegnano sono caratterizzate da botteghe artigianali e negozi di vendita al dettaglio per lo più a conduzione familiare. Da quando è nato negli anni ’30 col nome “quartiere Littorio”, ha vissuto molte trasformazioni socio-demografiche: le migrazioni continuano a caratterizzarlo, ma da interne sono globali e il multiculturalismo è espressione strutturale del quartiere. Europa-Novacella vive oggi una stratificazione di storie, idiomi e culture. Molte delle botteghe, un tempo storiche e avviate dai primi migranti italiani, sono oggi gestite dai nuovi abitanti, mentre altre sono ormai chiuse. La storia di queste botteghe rischia così di perdersi e il loro futuro è incerto.
“L’intento – dice Anna Cerrato, coordinatrice del progetto – è di coinvolgere soprattutto giovani e anziani del quartiere, di avviare un dialogo intergenerazionale che renda unica l’iniziativa. Gli anziani saranno testimoni fondamentali per recuperare la memoria storica del quartiere e i giovani saranno essenziali per innescare il processo di innovazione. Si vuole insomma ripensare e immaginare il quartiere facendo dialogare passato, presente e futuro, calibrando tecnologia e strumenti digitali con i ricordi del passato. Per facilitare l’azione di partecipazione – conclude Cerrato – verranno coinvolte anche diverse realtà che caratterizzano la vita del rione quali associazioni, cooperative, scuole e centri giovanili”.
Attraverso lo strumento del digitale i giovani potranno non solo riportare in vita ciò che non esiste più, ma anche immaginare un nuovo futuro per gli spazi commerciali. L’utilizzo della tecnologia e la raccolta di vecchi ricordi saranno due metodi per realizzare una comune azione di storytelling. Al termine del progetto verranno organizzati dei tour nel quartiere durante i quali i giovani faciliteranno, con l’aiuto di tablet, la visualizzazione delle opere digitali.
Si tratta di un progetto intergenerazionale che punterà principalmente su due fasce di età: “Vogliamo coinvolgere 25 ragazze e ragazzi dagli 11 ai 20 anni e almeno una trentina di anziani che fungeranno da custodi della memoria del quartiere. Oltre a questi due precisi target – spiega Cerrato – vogliamo sensibilizzare i commercianti per veicolare la loro storia e mettere a disposizione le vetrine dei locali per ospitare le opere artistiche “aumentate”.
Tutti gli abitanti del quartiere possono essere protagonisti del progetto condividendo i propri ricordi, foto, aneddoti e storie, che saranno raccolti presso lo Spazio in via Torino 31 e in apposite urne collocate in punti strategici. “Questi materiali saranno poi utilizzati come fonte di informazioni e spunti creativi dai giovani partecipanti ai workshop, per immaginare nelle loro opere dei nuovi futuri per gli spazi del quartiere”, conclude Cerrato.
“Sosteniamo con convinzione un progetto che agisce su un quartiere della città di Bolzano e che ci è molto caro – sottolinea l’assessore provinciale alla cultura italiana Giuliano Vettorato – riaccendendo simbolicamente le vetrine di quei negozi storici che hanno fatto la storia del quartiere e dei suoi residenti e che purtroppo ora sono chiuse. La cultura può e deve contribuire alla rigenerazione delle nostre strade e piazze”.

Foto/c-Archivio Storico della Città di Bolzano, fondo fotografico lavori pubblici

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