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Agrifood, questa la laurea magistrale per i manager dell’innovazione

12 Maggio 2021

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Agrifood, questa la laurea magistrale per i manager dell’innovazione

Dal campo al business, una nuova figura per dare slancio alla filiera agroalimentare nel post-covid e rendere più competitivi i prodotti agroalimentari sul mercato. Aperte le iscrizioni al nuovo corso di laurea interamente in inglese che sarà attivo all’Università di Trento dal prossimo anno accademico 2021/22. Punto di forza del percorso ideato nell’ambito del C3A il mix di discipline che preparano esperti/e in grado di potenziare qualità e competitività di piccole e medie aziende e supportare i processi innovativi del comparto agrifood. L’offerta formativa prevede un forte raccordo tra didattica e sistema produttivo e dà gli strumenti per innovare prodotti e processi con un occhio su mercati e consumi.
Tutto è pronto per il debutto nell’offerta accademica dell’Università di Trento del nuovo corso di laurea in Agrifood innovation management (AIM) per il prossimo accademico 2021/22. È stato infatti pubblicato sul sito dell’Ateneo il bando per la selezione di 25 aspiranti “agrifood innovation manager”.
Quello del nuovo corso di laurea è un percorso molto richiesto dal mercato e ben strutturato per rispondere alle esigenze di tante piccole e medie aziende ma anche di grandi gruppi del comparto agrifood in cerca di personale specializzato per aumentare la competitività o il rilancio dei propri prodotti. Esperti ed esperte della filiera agroalimentare, compiuto il percorso di specializzazione biennale interamente in inglese, potranno aiutare il rilancio di un settore fondamentale dell’economia locale e nazionale che sente bisogno urgente di una nuova professionalità per mantenersi competitivo, in particolare dopo la crisi legata a Covid-19.
L’Istat descrive infatti l’agroalimentare italiano come un settore produttivo in crescita. Nonostante le difficoltà, ha registrato negli ultimi anni forti incrementi di produttività, occupazione e ripresa degli investimenti e contribuisce in modo significativo alla crescita dell’economia italiana, anche di quella trentina. La pandemia ha però scosso il sistema a livello globale con ripercussioni nella domanda e ha introdotto cambiamenti nelle preferenze dei prodotti e nelle modalità di acquisto.
«Il corso di laurea magistrale in Agrifood innovation management è unico nel suo genere e permette di diventare manager dell’innovazione agroalimentare» spiega la professoressa Ilaria Pertot, direttrice del C3A-Centro Agricoltura Alimenti Ambiente. «Sarà attivato dal prossimo anno accademico nell’ambito di un arricchimento dell’offerta formativa dell’Ateneo di Trento. Già prima dell’emergenza Covid-19, gli stakeholders avevano manifestato bisogno di laureati e laureate, sia per favorire l’innovazione nel settore agroalimentare, sia per far fronte al ricambio generazionale nelle aziende italiane. Ora questa figura di manager dell’innovazione è divenuta quanto mai necessaria per sostenere l’economia e la competitività del settore».
Ma di cosa ha bisogno in modo particolare l’agroalimentare italiano? Lo spiega Pertot: «C’è una grande necessità di figure professionali che sappiano innanzitutto adottare le strategie più opportune per un innovazione della filiera in considerazione anche di aspetti sociali ed etici e di cambiamenti indotti dalla pandemia».
«Un altro apporto – aggiunge la coordinatrice del corso di laurea, la professoressa Stella Grando – è richiesto nel processo di innovazione di prodotto da introdurre in armonia con le aziende e con attenzione al contesto internazionale. Un contributo sarà, infine, importante per gestire e innovare le imprese agrarie, dalla scelta delle colture alle tecnologie di produzione e trasformazione fino al marketing».
Il corso di laurea magistrale in Agrifood innovation management intende rispondere a questa necessità di formare una nuova figura professionale (Agrifood innovation manager) capace di introdurre elementi di innovazione nelle aziende del settore, avviare iniziative d’impresa e/o di filiera che valorizzino la tipicità e le eccellenze dei territori in cui operano e favoriscano la transizione verso una produzione agroalimentare sostenibile e di qualità che comprenda anche le nuove tendenze del mercato.

Foto. Sede del C3A Unitrento /@Giovanni Cavulli

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