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Vaccino sì, ma senza obbligo

10 Aprile 2021

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Vaccino sì, ma senza obbligo

Il Team K è a favore della vaccinazione ma contro l’obbligo imposto per legge. Sia il direttivo che i consiglieri provinciali del Team K non condividono il fatto che il Governo Draghi stia imponendo agli operatori sanitari una scelta rendendo obbligatoria la vaccinazione: o si viene vaccinati e si continua a lavorare oppure si viene sospesi.

Gli operatori sanitari sono le stesse persone che hanno fatto cose straordinarie nell’ultimo anno nella lotta contro il Covid-19. Mentre nelle grandi strutture potrebbe essere ancora possibile impiegare in altre mansioni i dipendenti che non vogliono essere vaccinati, questo risulta molto più difficile nelle strutture private. Questa situazione dimostra quanto al momento sia controproducente voler imporre la vaccinazione obbligatoria per legge solo a certi gruppi professionali.

“È di fondamentale importanza ripristinare la vita sociale ed economica il più presto possibile con l’allentamento del lockdown e le riaperture. A tal fine, una delle misure più importanti è la vaccinazione. Si deve assolutamente puntare ad ottenere un tasso di copertura vaccinale più alto possibile. Come movimento politico liberale, tuttavia, riteniamo che rendere obbligatoria la vaccinazione minacciando sospensione o demansionamento sia controproducente. Se le persone hanno dei dubbi sulla vaccinazione, la prima cosa da fare, a mio avviso, è di confrontarsi con queste persone, informarle, rassicurarle. Al momento, si sta perdendo molta fiducia. Io, invece, credo ancora nel senso di responsabilità di cittadine e cittadini”, ha detto Paul Köllensperger.

“Non dimentichiamo che per un sistema sanitario funzionante abbiamo bisogno di personale sufficiente, che già manca in tutti gli ambiti. Tali misure mettono inutilmente in difficoltà persone e strutture. Dalla nostra esperienza e dal feedback che abbiamo ricevuto, gran parte degli operatori sanitari non ha preclusioni nei confronti della vaccinazione. Tuttavia, le preoccupazioni e le paure devono essere prese sul serio e discusse. L’imposizione ora crea solo un’inutile effetto controproducente”, aggiungono gli esperti in materia sanitaria Maria Elisabeth Rieder e il medico Franz Ploner.

Per il momento, dovrebbero essere vaccinate tutte le persone che sono disposte a farlo. Non è accettabile che in questa fase da un lato molte persone che sono disposte a farsi vaccinare debbano aspettare a lungo, mentre dall’altro lato intere categorie professionali sono obbligate. Oltre ai progressi nel trattamento medico del virus e alla possibilità di sottoporsi regolarmente a test gratuiti, con una strategia di vaccinazione ben articolata c’è la possibilità di tornare più rapidamente alla normalità, sia a livello sociale che economico. Tuttavia, la vaccinazione deve restare una decisione su base volontaria.

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