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Sono stati proclamati i vincitori della 5° edizione di SMACH, biennale delle Dolomiti

28 Aprile 2021

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Sono stati proclamati i vincitori della 5° edizione di SMACH, biennale delle Dolomiti

SMACH proclama i vincitori per la 5° edizione della biennale internazionale di Land Art delle Dolomiti.

Sara Ambrosini & Giorgia Marchetti | “Metafisica dell’occasione” | Milano, Italia
Atelier Poem: Alice Cecchini & Roman Joliy, “La casa della narrativa” | Urbino,
Italia Xinge Zhang & Jiaqi Qiu | “Fragile as a Rainbow” | Beijing, Cina
Jose Antonio Barrientos de Oria | “Vial” | Malaga, Spagna
Nicoletta Aveni & Elisabetta Trussoni | “sup-Portare” | Aosta, Italia
Giacomo Savio| “Blu delle Dolomiti” | Nola, Italia
Notta Caflisch | “Nation State or State of a Nation” | Chur, Svizzera
Dimitri Khramov | “MAMA” | Samara, Russia
Arturs Punte & Jekabs Volatovskis, “Fragile Silence” | Riga, Lettonia
VAZ: Andrea Ventimiglia & Alessandro Zotta | “2035” | St. Gallen, Svizzera

I premi:

  • 2.000 € assegnati a ciascun progetto
  • Una residenza di quattro giorni per ciascun artista 
I premi sono stati assegnati, tra oltre 1.000 domande pervenute da tutto il mondo, dalla giuria internazionale di SMACH, composta da: Julia Bornefeld, Gehard Demetz, Guus van den Hout, Giacinto Di Pietrantonio, Giulia Ferracci
 
Sono stati pubblicati sul sito www.smach.it il 16 aprile 2021 i nominativi dei dieci progetti selezionati per la 5° edizione di SMACH, Constellation of art, culture & history in the Dolomites. Gli artisti vincitori del premio di 2.000 € e della residenza sono: Sara Ambrosini & Giorgia Marchetti, Atelier Poem: Alice Cecchini & Roman Joliy, Xinge Zhang & Jiaqi Qiu, Jose Antonio Barrientos de Oria, Nicoletta Aveni & Elisabetta Trussoni, Giacomo Savio, Notta Caflisch, Dimitri Khramov, Arturs Punte & Jekabs Volatovskis, VAZ: Andrea Ventimiglia & Alessandro Zotta. 
Raddoppiate le domande pervenute la scorsa edizione, 1061 i progetti inviati da 72 paesi che sono stati esaminati dalla giuria internazionale composta da: Julia Bornefeld (Kiel, D artista), Gehard Demetz (Selva Gardena BZ, IT artista), Guus van den Hout (Oosterhout, NL curatore al MET di New York), Giacinto Di Pietrantonio (Pescara, IT consigliere della GAMeC di Bergamo), Giulia Ferracci (Roma, IT curatrice MAXXI Roma).
La 5° edizione della biennale SMACH – Constellation of art, culture & history in the Dolomites, inaugurerà il 10 luglio 2021 in Val Badia e proseguirà fino al 12 settembre. Il concorso internazionale si svolge ogni due anni ed è stato ideato nel 2012 da Michael Moling e coadiuvato da Katharina Moling e Gustav Willeit. I dieci progetti artistici vincitori, concepiti appositamente per ognuno dei siti prescelti, comporranno un percorso espositivo en plein air in Val Badia – tra i 1.100 e i 2.300 mt. di altitudine – percorribile in 3 giorni di escursioni.  Inoltre, in Val dl’Ert (in ladino: Valle dell’Arte) si potranno scoprire le opere delle edizioni precedenti di SMACH acquisite per la collezione permanente.

Il lavoro della giuria:
 
«Possiamo lasciarci alle spalle il fragile potere della modestia: stiamo facendo una dichiarazione globale qui perché il mondo ha un disperato bisogno di ispirazione»
Guus van den Hout, presidente della giuria di SMACH

Una giuria prestigiosa, presieduta da Guus van den Hout – storico dell’arte olandese e curatore al MET di New York – quella della edizione 2021 di SMACH. Il board – composto da: Julia Bornefeld, artista tedesca; Gehard Demetz, artista altoatesino; Giacinto Di Pietrantonio, curatore e consigliere della GAMeC di Bergamo; Giulia Ferracci curatrice al MAXXI di Roma – si è riunito on line (a causa delle limitazioni legate al Covid) lo scorso 16 aprile per proclamare i progetti vincitori.
La genesi della scelta ha attraversato numerosi passaggi: Come primo criterio la giuria ha adottato la corrispondenza dei progetti al tema proposto: la parola “Fragile“. In seconda istanza sono stati esaminati: i parametri di fattibilità, di sicurezza e di adattamento al clima montano; la adeguata collocazione in ognuno dei siti predisposti e il valore di sostenibilità ecologica. Infine, sono stati considerati i principi di qualità, semplicità e originalità.
Oltre 100 progetti superavano la prima valutazione. La giuria ha quindi deciso di selezionare le dieci opere che meglio incontrassero la lettura da parte del pubblico e l’interazione con esso: «Le opere punteranno i riflettori sulla fragilità travolgente nello spazio e nella natura, un aspetto da non dare mai per scontato. Di conseguenza, abbiamo approfondito la bellezza, l’elemento più fragile in assoluto.», spiega Guus van den Hout nella presentazione della selezione finale. Per raggiungere questo scopo la giuria ha identificato nel valore della “tangibilità” un ulteriore parametro. In un periodo in cui il distanziamento fisico è divenuto la “nuova normalità”, si è ritenuto urgente sottolineare quanto fosse caratteristica dell’essere umano quell’energia vitale innescata dai rapporti interpersonali e dal contatto diretto. Pertanto, in ultima istanza, sono state privilegiate le dieci opere che meglio vanno a toccare, sia metaforicamente che letteralmente, i sensi (vista, tatto, udito) e le emozioni (mente e cuore).

Isabell Pitscheider, ”IN ME”, istallazione SMACH edizione 2019
 
I progetti vincitori:
 
Il tema dell’edizione 2021 di SMACH è la parola “Fragile”, argomento strettamente legato al momento storico in cui siamo immersi. i partecipanti si sono cimentati liberamente offrendo il loro contributo senza limiti di tecnica e contenuto, ma mantenendo sempre l’attenzione al contesto paesaggistico e culturale nel quale intervengono.
Ogni operà è stata ideata appositamente per uno dei siti selezionati dalla Biennale SMACH. Le località prescelte sono: Le da Rina, Chi Jus, Pra de Pütia, Forcela de Furcia, Val dl’Ert, Tru di Lec, La Crusc, Armentara, Fanes, Pederü. I siti si trovano tutti tra i 1.100 e i 2.300 mt., in Val Badia e compongono un tragitto circolare percorribile in 3 giorni di escursioni.
I vincitori riceveranno un premio in denaro di 2.000 € per ogni progetto ed una residenza per ogni artista di massimo 4 giorni per l’allestimento dell’opera. Le residenze avranno luogo solo in conformità con quelle che saranno, al momento dell’allestimento della biennale, le normative vigenti in caso di viaggi internazionali e le eventuali restrizioni dovute al Covid.
 
Sara Ambrosini & Giorgia Marchetti | “Metafisica dell’occasione” | Milano, Italia
“Metafisica dell’occasione” è un’opera dedicata alla ricerca dei significati ambigui celati dal linguaggio e dalle sue interpretazioni.
 
Atelier Poem: Alice Cecchini & Roman Joliy, “La casa della narrativa” | Urbino, Italia
L’opera del duo di architetti è una riflessione sul cambiamento percettivo e valoriale che la pandemia ha generato sulla funzione abitativa della casa. 
 
Xinge Zhang & Jiaqi Qiu | “Fragile as a rainbow” | Beijing, Cina
Per i cinesi Xinge Zhang e Jiaqi Qiu, la fragilità diviene elemento di forza se attraversata come percorso che porta alla consapevolezza.
 
Jose Antonio Barrientos de Oria | “Vial” | Malaga, Spagna
“Vial” è una scultura totemica che ci riporta alla tragedia della pandemia. La fragilità dell’uomo e della natura sono sintomo qui del disequilibrio tra la disponibilità delle risorse ed il loro utilizzo.
 
Nicoletta Aveni & Elisabetta Trussoni | “sup-Portare” | Aosta, Italia
Un’opera sul tema delle relazioni, sulla loro intimità e sugli effetti che generano anche a lungo termine, a prescindere se all’interno delle loro dinamiche i soggetti siano forti o deboli.
 
Giacomo Savio | “Blu delle Dolomiti” | Nola, Italia
Il campano Giacomo Savio genera un senso di straniamento nello spettatore, collocando una cabina da spiaggia nel paesaggio montano.
 
Notta Caflisch | “Nation State or State of a Nation” | Chur, Svizzera
“Nation State or State of a Nation” è un lavoro sul senso di identità nazionale e sul valore più o meno attuale dei confini territoriali.
 
Dmitrii Khramov | “MAMA” | Samara, Russia
Quest’estate l’artista e la madre avrebbero trascorso le loro vacanze in montagna. Nella presentazione del progetto Dimitrii scrive: «Mom, I’ll show you the Alps»
 
Arturs Punte & Jekabs Volatovskis | “Fragile silence” | Riga, Lettonia
Un’enorme istallazione sonora rivela i suoni impercettibili della natura. Per il duo lettone, fragilità è la mancanza di consapevolezza di quello che c’è ma che non è percepibile se non vi è posta la dovuta attenzione.
 
VAZ: Andrea Ventimiglia & Alessandro Zotta | “2035” | St. Gallen, Svizzera
Un enorme timer scandisce il conto alla rovescia dal momento in cui gli effetti del riscaldamento globale saranno irreversibili.
 

Hubert Kostner, “?”, istallazione SMACH edizione 2013 

Short bio dei componenti della giuria:
Julia Bornefeld (Kiel, Germania 1963) 
Artista tedesca, che vive tra Berlino e Brunico. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e all’Akademia Likovna Umjetnost di Lubiana. Bornefeld si esprime attraverso la pittura, la fotografia, le installazioni e il video, ma il suo linguaggio di riferimento fondamentale è la danza. Riferimenti biografici e mitologici sono spesso legati dalla Bornefeld ai temi del dibattito femminista degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Le sue opere sono nella collezione del Museion di Bolzano e nel Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck.

Gehard Demetz (Bolzano, Italia 1972)
Artista della Val Gardena. Ha frequentato la scuola professionale di Selva di Val Gardena e ha trascorso alcuni periodi di formazione presso l’Accademia Internazionale di Salisburgo. Ha lavorato come insegnante di scultura presso la scuola professionale di Ortisei e dal 2007 si dedica esclusivamente alla sua attività di scultore. Nel 2005 inizia a collaborare con la galleria Rubin di Milano. Un reportage del quotidiano “Herald Tribune” lo avvicina alla realtà degli USA: la sua prima mostra americana avviene nel 2009 presso la galleria Greenberg – Van Doren. Nel 2011 la Jack Shainman Gallery di New York si interessa al suo lavoro, e propone le opere di Demetz nelle più prestigiose mostre internazionali: Art Miami Basel, Armory Show NY, Frieze NY, Art Basel. Dal 2011 espone in diversi musei nazionali e internazionali tra cui Museum Bochum, MOCA Virginia Museum of Contemporary Art e MACRO di Roma. Vive e lavora a Selva di Val Gardena.

Guus van den Hout (Oosterhout, Olanda 1960)
Il curatore ha studiato storia dell’arte all’Università di Leida. Dal 1985 al 2010 ha lavorato per musei, come direttore / curatore del Museum Our Lord in the Attic ad Amsterdam (1990-2001) e come amministratore delegato del Museum Catharijneconvent di Utrecht (2001-2010). Nel 1998 Van den Hout ha lavorato come direttore in visita al Metropolitan Museum of Art di New York City. Dal 2002 al 2014 è stato Consigliere della Pontificia Commissione per i Beni Culturali. Van den Hout ha collaborato con importanti istituzioni in tutto il mondo nel campo del patrimonio culturale, creando grandi mostre o sostenendo nuove iniziative.

Giacinto Di Pietrantonio (Lettomanoppello PE, Italia 1954)
Giacinto Di Pietrantonio è Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Dal 2000 al 2017 è stato Direttore della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo di cui ora è Consigliere. Curatore dal 2018 delle Residenze Artistiche BoCs Art di Cosenza, e nel 2019 di Autostrada Biennale, nuova biennale d’arte della Repubblica del Kosovo. È stato Consulente del Premio Furla- Querini Stampalia per l’Arte dal 2004 al 2015. Dal 2001 al 2005 è stato membro del Comitato Scientifico del MUSEION di Bolzano e dal 2012 al 2017 del Museo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Dal 2003 al 2016 è stato membro del Consiglio di Amministrazione e Vicepresidente di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Nel 2005 è stato Commissario della Quadriennale di Roma. Dal 1995 al 2004 è stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive presso la Fondazione Antonio Ratti di Como. Dal 1986 al 1992 ha ricoperto il ruolo di Redattore Capo prima e Vicedirettore poi per Flash Art Italia. Dal 1994 al 1996 è stato consulente per le arti visive della Regione Abruzzo.

Giulia Ferracci (Roma, Italia 1960)
Curatrice d’arte con sede a Roma. Ha collaborato con MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma (2004-2006) e Ministero dei Beni Culturali-DARC (2006-2009). Dal 2010 lavora al MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, dove ha curato numerosi cataloghi, mostre monografiche e collettive tra cui: Gino De Dominicis. The Immortal (2010); William Kentridge. Pensiero verticale (2012); Clemens von Wedemeyer. The Cast (2013); PREMIO MAXXI (2012-2014-2016); PREMIO MAXXI BVLGARI (2018-2020); Zerocalcare. Scavare fossati – nutrire coccodrilli (2018). È stata co-curatrice con H.U. Obrist e G.Kvaran di Indian Highway (2011); con E. Motisi di The Indepedent (2013-2020); con H. Hanru delle mostre: Huang Yong Ping. Bâton Serpent (2014), Jimmie Durham Sound and Silliness (2016), Home Beirut. Sounding the Neighbors (2017); con Z Badovinac Bigger Than me. Voci eroiche dall’ex Jugoslavia (2021). Tra le mostre come curatore indipendente a cura di, Vienna 2017, Senza santi Senza Eroi.

SMACH – Constellation of art, culture & history in the Dolomites:
SMACH è la biennale internazionale di Land Art nata nel 2012 e che lo scorso 2019 ha registrato una crescita esponenziale con oltre 500 richieste di partecipazione da tutto il mondo. La mostra open-space di arte contemporanea si svolge in Val Badia, nel contesto paesaggistico e culturale delle Dolomiti, patrimonio Unesco dal 2009. Per ogni edizione vengono selezionati, da una giuria di professionisti di settore, 10 artisti tramite un concorso internazionale. Le opere esposte sono in dialogo non solo con l’ambiente naturale in cui si collocano, ma anche con il patrimonio culturale, storico ed architettonico dei territori dolomitici, in uno scambio costruttivo e proficuo di valori locali, nazionali ed internazionali.
Il progetto SMACH, ideato da Michael Moling e coadiuvato da Katharina Moling e Gustav Willeit, è dal 2018 anche un’omonima associazione culturale. SMACH, in sinergia con sostenitori locali ed istituzionali, lavora per la promozione dell’arte, del territorio e del turismo culturale, attivando un canale di incontro tra amanti dell’arte, appassionati di natura, turisti e professionisti di settore.

Foto, Barbara Tavella “Ralegrëite, sce te storjes pro. Palsa, sce te restes chilò. Cunfôrtete, sce te vas inant.” istallazione SMACH edizione 2015

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