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Sfruttare il silenzio imposto dal Covid e scoprire la vergine con la barba nella Chiesa dei Domenicani

5 Aprile 2021

Sfruttare il silenzio imposto dal Covid e scoprire la vergine con la barba nella Chiesa dei Domenicani

Un altro anno in cui il giorno di “Pasquetta” è all’insegna del Covid 19. Ciò vuol dire che a Bolzano piazza Domenicani, dove transitano molte corriere e dove normalmente in questo periodo si vede un via vai di turisti, non c’è quasi anima viva. Due persone sedute sulla panchina all’angolo con via Goethe, una signora con il cagnolino al guinzaglio attraversa la piazza sulle strisce pedonali, un’altra ritira le banconote dal postamat della posta centrale e un autobus in direzione stazione ferroviaria si ferma accanto alla chiesa dei Domenicani. A differenza degli altri giorni, però, oggi è possibile ammirare la facciata di questa chiesa con maggiore tranquillità. Viene persino voglia di entrare per rivedere e ammirare le ricchezze presenti all’interno dell’antica chiesa.
Come racconta Claudio Calabrese nel suo recente libro Bolzano nel segno dei tempi – edito da Praxis edizioni, le due cappelle di San Giovanni e Santa Caterina, che si trovano all’interno della chiesa, conservano una straordinaria testimonianza artistica della pittura altoatesina del Tre e Quattrocento. La cappella di San Giovanni è un autentico gioiello dell’arte. È affrescata con rappresentazioni delle storie di Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e di San Nicolò, nonché con un ciclo dedicato alla Santa Vergine. Passando alla sacrestia vecchia si giunge alla sala capitolare e alla cappella di Santa Caterina, dove sulla parte d’ingresso si estende il giudizio universale.
Calabrese nel suo libro in merito alla chiesa dei Domenicani cita anche La Visione di Soriano, una pala d’altare dell’età matura di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Si tratta di un’opera di grande valore artistico che merita di essere ammirata e studiata. Inoltre, lo scrittore nel suo libro racconta di un interessante affresco del 1370 che raffigura la Santa Vilgefortis, ovvero la vergine con la barba. Conosciuta anche come la Kümmernis o Liberata, non è affatto accertata la sua esistenza storica. Tuttavia l’immaginario mitologico si era diffuso in tutta Europa, in particolare in Baviera e in Tirolo.

Giornalista, scrittrice, editore.
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