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Rimborsi dei voucher di viaggio, cosa bisogna sapere

16 Aprile 2021

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Rimborsi dei voucher di viaggio, cosa bisogna sapere

Il Centro Europeo Consumatori fa chiarezza. Chi aveva prenotato una vacanza per Pasqua 2020, ha dovuto rinunciarvi a causa della pandemia in corso. Una normativa emergenziale aveva dato agli operatori turistici la possibilità di emettere un voucher anziché rimborsare le vacanze annullate; in molti non sono ancora stati in grado di utilizzare i loro voucher e si domandano se possano richiederne il rimborso in contanti.
L’incertezza è grande, e non solo tra chi nelle ultime settimane ha contattato il Centro Europeo Consumatori Italia a proposito dei voucher del 2020. Il rapido susseguirsi di provvedimenti normativi emergenziali ha seminato dubbi anche tra i fornitori di servizi del settore turistico, come hotel e agenzie di viaggio, che manifestano talvolta difficoltà a comprendere quale sia la condotta da seguire. Ad alcuni consumatori, nel frattempo, viene comunicato che il loro voucher emesso un anno fa è scaduto e che ormai non è possibile ricevere alcun rimborso. “Non è così“ spiega Barbara Klotzner, consulente del Centro: “se il buono non viene utilizzato, dovrà essere rimborsato“.
Anche se buona parte dei voucher emessi nel 2020 riporta una validità di 12 mesi, questa è stata estesa a 18 mesi dalla data di emissione a seguito della conversione in legge del decreto Rilancio; detta conversione ne ha anche espressamente previsto la rimborsabilità in caso di parziale o mancato utilizzo.
Il rimborso dei voucher emessi per contratti di trasporto può essere richiesto dopo 12 mesi dalla data di emissione e deve essere effettuato entro i 14 giorni successivi; il rimborso dei voucher per alloggi o pacchetti turistici, invece, deve essere effettuato entro 2 settimane dalla scadenza del periodo di validità di 18 mesi. Seppur l’azienda dovrebbe farlo automaticamente, è consigliabile richiedere espressamente il rimborso, eventualmente anche attraverso l‘agenzia di viaggi o il portale di prenotazione utilizzati.
Se il tour operator o la compagnia di trasporti dovesse fallire prima che il buono possa essere utilizzato o rimborsato, dovrebbe intervenire un fondo governativo. Le modalità e i criteri di attuazione e l’importo della compensazione emessa dal fondo, dovrebbero a breve essere regolamentati, come assicura il Ministero del Turismo, in proposito contattato dal Centro Europeo Consumatori Italia. “Abbiamo richiesto informazioni al Ministro Garavaglia sulle tempistiche e le modalità di attuazione del fondo sul quale molti consumatori ripongono speranze, timorosi che le conseguenze economiche della pandemia si abbattano rovinosamente su compagnie aeree e agenzie di viaggio – dichiara Maria Pisanò, Direttore del Centro –. Il Ministro ci ha confermato che il regolamento attuativo è in via di definizione e siamo fiduciosi in un’approvazione definitiva a breve”.
La possibilità di rimborso del voucher Covid vale solo per contratti che si sarebbero dovuti eseguire tra l’11 marzo e il 30 settembre 2020 e la cui risoluzione sia avvenuta entro il 31 luglio 2020.

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