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L’Italia di Mario Draghi e la Libia

15 Aprile 2021

L’Italia di Mario Draghi e la Libia

Oltre un secolo è passato da quando il sociologo Max Weber definì le qualità del politico: passione, senso di responsabilità, lungimiranza. Sono valori ancora attuali oppure si può dire “qualcosa di diverso”? Nel ripensare ai vari e numerosi passaggi politici che hanno contraddistinto i nostri ultimi anni si può affermare l’esistenza di una classe politica povera di ideali, talvolta inadeguata e di certo autoreferenziale.
Ciò premesso in questi giorni è in corso un dibattito sulla discontinuità o meno dell’attuale Governo Draghi rispetto al precedente governo Conte 2. Il  governo Draghi – secondo la valutazione lanciata da forze politiche che sostenevano il precedente governo – opera sostanzialmente sul tracciato dell’esecutivo che lo ha preceduto perché i problemi dell’Italia… non sono mutati!
Siamo abituati a vedere nelle Aule parlamentari le risse, le risse dei parlamentari e ascoltare spesso i loro Infaticabili interventi sullo stile “politichese”. Non è così con il Presidente Draghi il quale ha mostrato il suo modo di pensare la politica e di fare indicando – con il discorso programmatico al Parlamento – le principali sfide che il suo governo intende affrontare: occuparsi sia di Economia impoverita per la crisi sanitaria sia di politica estera squilibrata e “confusa” per le scelte dei precedenti governi. Ha parlato dei suoi obiettivi “mettendoci la faccia” quando ha dichiarato in maniera semplice, chiara, diretta che ….”nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà in linea con gli ancoraggi storici e verso le aree di naturale interesse prioritario del mediterraneo …. con particolare attenzione alla Libia”.
“L’Italia – fuori dall’Italia – deve farsi sentire” sembra voler dire. E, in effetti, le mosse più “audaci” fino ad ora da parte del presidente Draghi sono state, più che sulla politica economica proprio in quella estera, a cominciare dalla clamorosa decisione di bloccare l’export di vaccini verso l’Australia, e la ferma posizione assunta verso l’Europa sul grave problema dell’approvvigionamento dei vaccini sul cui contratto ha ampiamente espresso la sua critica. “Le responsabilità sono tante – ha ripetuto – c’è stata un po’ di leggerezza … e i cittadini “europei” si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche”.
Il presidente del Consiglio nella sua prima missione ufficiale all’estero è andato in Libia, ha incontrato il premier di Tripoli Dadaiba per confermare che la leadership italiana non è più “oscurata” e la voce italiana non è più “muta” e che l’Italia…. “intende riprendersi il ruolo strategico nel Mediterraneo, che il legame e l’influenza storica sulla Libia non devono essere messi in discussione, che le forniture energetiche saranno garantite e che la questione migranti dovrà concordemente trovare adeguata soluzione…”.In altri termini affermare che i nostri interessi sono nel Mediterraneo allargato e nella costa africana significa dover consapevolmente affrontare importanti questioni politiche “trascurate” negli ultimi anni per superare l’espansionismo mediterraneo in atto da parte della Turchia e della Russia che in questi mesi – si sono “spartiti“ la Libia con gli occhi sul Mediterraneo per nuovi equilibri russo/turco.
Necessita pertanto che il governo italiano – con l’apporto risolutivo degli alleati europei e americani – abbia un ruolo e una funzionalità che lo possa riportare allo stato di potenza privilegiata in Libia e nell’area del Mediterraneo allargato se non si vuole che il Mediterraneo diventi un mare russo-turco. Insomma un vero cambio di passo rispetto alle “debolezze” del passato governo Conti e Draghi ha detto chiaramente che la situazione in Africa deve cambiare di certo non “con barriere o muri”.

Foto, Mario Draghi

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