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L’artigianato in Alto Adige tra tradizione e digitalizzazione

8 Aprile 2021

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L’artigianato in Alto Adige tra tradizione e digitalizzazione

Con 13.700 imprese e 45.600 addetti, l’artigianato altoatesino costituisce un pilastro fondamentale dell’economia altoatesina. L’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano ha intervistato 1.906 imprese artigiane di tutte le categorie professionali per esaminare in modo approfondito i fattori di successo e le attuali sfide del settore. I risultati dello studio sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa presso l’impresa ProLas Srl a Cardano.

Oltre un terzo delle imprese produttive e circa un quinto di tutti gli occupati in Alto Adige (escluso il settore agricolo) fanno capo al settore dell’artigianato. L’artigianato altoatesino comprende una gamma molto vasta di attività: ad oggi vengono praticati ben 406 mestieri diversi, anche se molte attività sono svolte esclusivamente da una o poche imprese. I mestieri più importanti – in base al numero di imprese – sono i muratori con 1.179 imprese, i parrucchieri (729), gli elettricisti (681) nonché i pittori e verniciatori (680). Con una media di 3,3 addetti per impresa, l’artigianato altoatesino è caratterizzato da imprese di piccole dimensioni. Fanno eccezione le panetterie e le macellerie con rispettivamente 17,7 e 10,2 occupati per impresa. Rispetto al 2010, l’età media degli imprenditori e delle imprenditrici è aumentata: oltre la metà ha superato i 50 anni.

Nel 2018 il fatturato imputabile all’artigianato ammonta a 9,5 miliardi di euro e il valore aggiunto a quasi 3,2 miliardi. Analogamente a dieci anni fa, gran parte del fatturato viene realizzato in Alto Adige (82,0 percento), solo il 7,8 percento nel resto d’Italia e il 10,2 percento all’estero. La tipologia di clienti più importante è quella delle altre imprese non artigiane, seguita da clienti privati e dalla pubblica amministrazione.

Molti artigiani e artigiane si sono adeguati alle sfide tecnologiche, digitalizzando i loro processi di approvvigionamento, produzione e vendita e in una certa misura integrandoli tra loro. “Nella nostra industria, non è più immaginabile un lavoro produttivo ed efficiente senza l’uso di macchine moderne. Negli ultimi decenni, ci sono stati enormi cambiamenti in termini di processo tecnologico”, spiega l’amministratore delegato Theodor Lageder della ProLas Srl.

Considerando l’attività di marketing, emerge che il 56,5 percento si affida al proprio sito web e il 42,9 percento ai social media. Nel complesso, tuttavia, alcune imprese non sono consapevoli delle possibilità tecniche e delle numerose tecnologie, come ad esempio nuovi metodi di presentazione visiva dei prodotti; di conseguenza tali supporti tecnologici vengono raramente utilizzati.

La carenza di personale qualificato, d’altra parte, è una sfida significativa per l’artigianato. Due terzi degli artigiani e delle artigiane hanno difficoltà nel reperire collaboratori e collaboratrici sufficientemente qualificati. Principalmente a causa degli oneri burocratici, nel 2018 solo una ditta artigiana su dieci (12,7 percento) ha formato un o una apprendista.

Un’ulteriore sfida è la crisi dovuta al Covid-19, che ha comportato una brusca interruzione della fase congiunturale espansiva del settore dell’artigianato degli ultimi anni e ha provocato una notevole contrazione del fatturato per tutte le categorie professionali dell’artigianato. Ad esempio, per la metà degli artigiani il fatturato di aprile 2020 ha subito una contrazione del 50 percento rispetto lo stesso mese dell’anno precedente.

Il Presidente della Camera di commercio Michl Ebner afferma: “Ancora più di prima, vi è una necessità che il settore dell’artigianato recuperi il ritardo riguardo la disponibilità a collaborare e l’avanzo tecnologico e digitale. Molte imprese sono anche colpite dalla carenza di personale qualificato. Queste sfide devono essere affrontate ora – nonostante, o forse proprio a causa della crisi dovuta al Covid-19.”

“Il Coronavirus ha inferto un duro colpo al settore dell’artigianato. Tuttavia, dalla crisi sono emerse anche nuove opportunità e sfide, che ora devono essere sfruttate maggiormente, ad esempio per quanto riguarda la cooperazione, la digitalizzazione e il reperimento di giovani lavoratori e lavoratrici”, aggiunge Martin Haller, Presidente del lvh.apa.

Lo studio “L’artigianato in Alto Adige: tra tradizione e digitalizzazione. Sviluppo, struttura e sfide” è disponibile in forma cartacea presso la Camera di commercio di Bolzano e online al link www.ire.bz.it/studi.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’IRE – Istituto di ricerca economica, persone di riferimento Urban Perkmann, tel. 0471 945 718, urban.perkmann@camcom.bz.it, e Klaus Oberrauch, tel. 0471 945 726, klaus.oberrauch@camcom.bz.it

In foto d.s.a.d.: Theodor Lageder, Amministratore delegato della ProLas Srl, Michl Ebner, Presidente della Camera di commercio di Bolzano e Martin Haller, Presidente del lvh.apa

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