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Gestori di centri fitness: “Dare una prospettiva alle aziende!”

2 Aprile 2021

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Gestori di centri fitness: “Dare una prospettiva alle aziende!”

L’emergenza da Coronavirus ha colpito molto duramente i centri fitness. Per questo settore, la Giunta provinciale, in occasione dell’ultima seduta, ha deliberato degli aiuti straordinari. “Un passo importante è stato compiuto!” afferma soddisfatto Armin Bonamico, portavoce dei gestori di centri fitness nell’Unione, in una prima reazione alla notizia. “Alla fine sono arrivati aiuti speciali anche per questo importante ambito dei prestatori di servizi”, aggiunge il presidente dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige Philipp Moser.
Dall’inizio della pandemia, i centri fitness dell’Alto Adige sono finiti subito al centro del mirino, segnando enormi perdite di fatturato. “Le misure di limitazione ci hanno colpiti molto duramente. Abbiamo dovuto affrontare chiusure prolungate”, ricorda Bonamico. I centri fitness sono stati chiusi a marzo, aprile e maggio 2020, e sono chiusi ininterrottamente dal 26 ottobre scorso, con una riapertura che risulta ancora lontana. “Oltre a questo abbiamo potuto riaprire, con severe limitazioni, solo nel periodo in cui le palestre sono meno attraenti, cioè in estate. E in quel periodo è stato quasi impossibile fare nuovi abbonamenti”.
“Si tratta di offrire una prospettiva alle aziende, assicurando loro la sopravvivenza anche oltre la crisi”, ribadisce il portavoce dei centri fitness nell’Unione. “Questi contributi ci aiutano tutti a migliorare la nostra situazione finanziaria legata al 2020. Per il 2021 abbiamo già tenuto chiuso quasi quanto l’anno precedente. La situazione del nostro settore resta drammatica. Spero di poter contare su un sostegno attivo da parte della politica”, auspica Bonamico.
In aggiunta alle misure di sostegno deliberate lo scorso settembre dalla Provincia per agenzie viaggi, organizzatori di viaggi e prestatori di servizi per eventi, sono ora previsti anche dei finanziamenti legati al Coronavirus e mirati specificamente per i centri fitness. Lo stanziamento previsto è di circa quattro milioni di euro.
I lavoratori autonomi, le imprese individuali e le società che derivano almeno il 70 per cento del loro fatturato totale dalla gestione di centri fitness o l’insegnamento di sport in palestre o studi di fitness potranno richiedere sovvenzioni speciali da ora fino al 14 maggio 2021. Per accedere al contributo occorre che l’attività sia già stata svolta prima del 1° gennaio 2019 e che abbia generato un fatturato minimo di 30.000 euro nel 2019. Inoltre, ci deve essere la prova di una diminuzione del fatturato di almeno il 40 per cento nel periodo dal 1° marzo 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le sovvenzioni provinciali saranno valutate sulla base dei costi operativi fissi nel 2019, tenendo conto anche del calo del fatturato. Per un calo di fatturato complessivo dell’impresa compreso fra il 40 e il 50 per cento nel periodo marzo, aprile, maggio, novembre e dicembre 2020, rapportato allo stesso periodo dell’anno precedente, la sovvenzione è del 40 per cento dei costi fissi annuali dichiarati. Il contributo aumenta al 60 per cento dei costi fissi dichiarati se il calo del fatturato è tra il 50 e il 60 per cento nello stesso periodo raffrontato a quello dell’anno precedente. Infine, la norma destina un contributo del 70 per cento dei costi fissi può essere concesso se il calo del fatturato è superiore al 70 per cento nei mesi di chiusura rispetto agli stessi periodi del 2019. L’importo massimo del contributo provinciale è di 80.000 euro, per i gruppi di imprese è di 100.000 euro. Il contributo non può essere superiore ai costi fissi del 2020. In caso contrario, il beneficiario dovrà restituire la parte della sovvenzione che eventualmente supera la somma dei costi fissi per l’intero anno 2020, più gli interessi legali che maturano dalla data di pagamento della sovvenzione.
Sono escluse dall’accesso al presente sussidio le aziende che erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, così come le imprese che hanno già ottenuto un aiuto ai sensi dei criteri Covid-19 (DGP nr. 270/2020), ma solo se il sussidio ottenuto aveva già coperto almeno il 50 per cento dei costi fissi.

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