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Ciechi e invalidi civili, rendiamo visibile l’inclusione!

24 Aprile 2021

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Ciechi e invalidi civili, rendiamo visibile l’inclusione!

Scoprire nuovi posti, scegliere la giusta varietà di cereali dallo scaffale del supermercato o controllare il proprio estratto conto: difficoltà che le persone cieche ed ipovedenti devono affrontare ogni giorno. Oltre a questi ostacoli quotidiani, che possono ad esempio essere contrastati con l’aiuto di ausili tecnici, si aggiungono i falsi pregiudizi, a complicare ulteriormente la vita di molte persone disabili. L’Associazione Invalidi Civili (ANMIC Alto Adige) e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI Sezione Alto Adige) presentano le attuali problematiche e le possibili soluzioni.
In Alto Adige sono quasi 46.000 le persone che, a causa di una malattia fisica, mentale o psichica, vengono riconosciute quali invalidi civili. Molti vivono con un deficit visivo, che può variare da una leggera limitazione della vista alla completa cecità. Poiché circa l’80% della percezione umana avviene attraverso la vista e le persone colpite devono cavarsela senza questo importante senso, i ciechi civili sono esposti a diverse difficoltà. Lo spettro di tali problematiche è molto ampio e va dal prendere la giusta linea dell’autobus ogni giorno, all’utilizzo di dispositivi touch-screen, al trovare ed esercitare una professione.
La maggior parte di questi ostacoli quotidiani possono essere superati grazie alla tecnologia moderna, ad esempio le funzioni di lettura e di audio. Specifiche App e funzioni di default integrate negli smartphone, come i caratteri più grandi, il contrasto elevato o l’interazione aptica tra l’utente e il dispositivo, permettono anche alle persone gravemente ipovedenti o cieche di comunicare o fare acquisti online. D’altra parte, tuttavia, la questione del lavoro si sta rivelando un problema decisamente più complesso. Questo inquanto, sia gli invalidi civili in generale che gli ipovedenti e i ciechi si trovano di fronte a molti pregiudizi, come ad esempio la supposizione che essi non possano fornire le stesse prestazioni di una persona non disabile. Ciò causa un maggiore tasso di disoccupazione tra le persone appartenenti a tale categoria, spiega Thomas Aichner, Presidente ANMIC Alto Adige: “Per gli invalidi civili la probabilità di trovare un’occupazione sul mercato del lavoro è dimezzata rispetto alle persone senza handicap. Attualmente, in Alto Adige, oltre il 10% degli invalidi civili è disoccupato”. L’alto tasso di disoccupazione è principalmente legato ai falsi pregiudizi, afferma Aichner. “La ricerca dimostra che le persone disabili sono mediamente più motivate nonché più fedeli al datore di lavoro. Inoltre, essi sono spesso grandi esperti di tecnologia poiché, a causa della loro disabilità, la tecnologia gioca un ruolo essenziale nella loro vita. Spesso, sono sufficienti anche solo piccoli aggiustamenti sul posto di lavoro per permettere alle persone con una menomazione grave di contribuire al successo di un’azienda. Le aziende con molti impiegati disabili hanno, in media, più successo delle aziende che li escludono categoricamente”.
Di integrazione professionale ed uguaglianza sociale si occupa anche la Consulta per le persone con disabilità del Comune di Bolzano che, insieme all’amministrazione comunale, opera per migliorare la qualità di vita degli invalidi civili, dei ciechi e delle persone disabili. “La nostra sfera di competenza riguarda in particolare l’eliminazione delle barriere architettoniche, culturali, comunicative e tecnologiche”, riferisce Ines Mair, membro della Consulta per le persone con disabilità e membro del consiglio direttivo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI Sezione Alto Adige). “A causa del mio deficit visivo, sono io stessa un’invalida civile riconosciuta e comprendo quindi pienamente le problematiche attuali. All’interno della Consulta vengono proposte soluzioni mirate che puntano ad abolire queste barriere. In questo modo, vorremmo garantire l’inclusione nella società di tutte le persone nonché il pieno esercizio dei propri diritti”.
Oltre a Ines Mair, attiva come comune rappresentante dell’ANMIC Alto Adige e UICI nella Consulta per le persone con disabilità, vengono rappresentati molti altri invalidi civili. “Il fatto che questo organo consultivo sia composto da persone personalmente colpite è di grande importanza, soprattutto per l’elaborazione di nuovi regolamenti e risoluzioni”, afferma Valter Calò, Presidente UICI Sezione Alto Adige. “A tal proposito, la Consulta non dovrebbe svolgere solo una funzione consultiva, ma dovrebbe elaborare linee guida vincolanti per le nuove disposizioni. Di particolare importanza è, inoltre, l’istituzione di un Disability Manager, a cui ci siamo dedicati per diversi anni. Il Disability Manager dovrebbe fungere da intermediario tra le persone disabili e la pubblica amministrazione nonché le aziende. In questo modo, i problemi sorti verrebbero risolti con maggiore rapidità e verrebbero promosse l’integrazione professionale e sociale di ciechi ed altri invalidi civili”.
Tali fondamenti, base di una società inclusiva, sono quelli che l’ANMIC Alto Adige e l’UICI Sezione Alto Adige perseguono da decenni. Allora come oggi, i due gruppi d’interesse, riconosciuti sia a livello provinciale che statale, si battono per la piena inclusione di decine di migliaia di altoatesini. “Siamo orgogliosi che il nostro lavoro abbia un impatto positivo sulla vita degli invalidi civili altoatesini e dei minorati della vista, e rimaniamo ottimisti affinché anche le aziende riconoscano pienamente il grande potenziale di questi lavoratori”, dichiarano Aichner e Calò, riassumendo il loro sforzo comune.

Foto, Thomas Eichner e Valter Calò

 

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