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Bolzano. Il MUA portavoce dei problemi degli studenti universitari

29 Aprile 2021

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Bolzano. Il MUA portavoce dei problemi degli studenti universitari

Alloggi, borse di studio, spazi adeguati dove poter studiare sono alcuni dei grossi problemi degli studenti universitari. Cominciamo con il primo problema; gli alloggi Ad oggi le possibilità di alloggio per studenti in provincia di Bolzano sono due: gli studentati oppure gli appartamenti privati. L’assegnazione dei posti alloggio avviene in base all’ordine cronologico delle domande inoltrate. Hanno la precedenza le riammissioni e i frequentanti del primo anno. «I parametri per l’assegnazione non dovrebbero essere legati all’ ordine cronologico di arrivo delle domande, ma da altri parametri quali distanza della residenza dalla sede di studio e soprattutto il reddito. Sarebbe opportuno che i requisiti richiesti per le graduatorie degli alloggi fossero gli stessi richiesti per le borse di studio ordinarie», afferma Clarice Cloutier, studentessa di Ingegneria del Legno all’Università di Bolzano.

Per quanto concerne gli appartamenti privati va ricordato che il Mua, il Movimento Universitario Upad (Bolzano) offre dal 2017 un servizio di housing per studenti e lavoratori under 35. Yost Apartments infatti è un portale web con oltre 200 appartamenti. Nonostante il periodo di pandemia nell’anno 2020 Yost ha fornito alloggio a ben 120 studenti e giovani lavoratori nella Provincia di Bolzano, restando in linea coi numeri degli anni precedenti. «L’obiettivo è quello di arrivare quanto prima ad abbassare i prezzi medi delle stanze per studenti e giovani lavoratori», afferma Stefano Zuliani del Mua. «Se Bolzano vuole davvero crescere come realtà universitaria deve necessariamente adeguarsi agli standard degli affitti del resto d’Italia».
Il servizio Yost continua la sua attività ordinaria e si prefigge di essere, negli anni a venire, un punto di riferimento anche per gli studenti delle sedi distaccate di Brunico e Bressanone. Usufruire di Yost è totalmente gratuito, sia dal punto di vista dell’utente sia da quello dei proprietari, grazie soprattutto al sostegno della Ripartizione Diritto allo studio della Provincia Autonoma di Bolzano e al Comune di Bolzano.

Le borse di studio per merito quest’anno sono state soppresse con grande sconcerto degli studenti che tanto avevano contato su questo contributo per arrivare a coprire le spese universitarie. Il Mua chiede il mantenimento in essere delle borse di studio per merito almeno per coloro che già hanno ottenuto la media sufficiente per la concessione della borsa di studio nello scorso anno accademico. «Abolire la borsa di studio per merito – già di per sé difficile da ottenere – disincentiva ulteriormente l’impegno di studenti e studentesse» – riporta Paolo Sticcotti, studente all’Università di Bologna. «Questa borsa per merito potrebbe consentire a chi realmente è dedito allo studio di ambire a università prestigiose all’estero. Rimuoverla significa aggiungere un ostacolo al perseguimento dei loro sogni, e di conseguenza del nostro futuro.»
Il Mua chiede insieme agli studenti che il bando sia riattivato alla fine dell’anno stesso in cui si deve maturare il requisito di merito: fino allo scorso anno accademico, infatti, si poteva chiedere la borsa l’anno successivo al conseguimento dei requisiti.

Evi Ploner, studentessa di Bressanone fa notare come «la borsa di quest’anno doveva essere assegnata a chi l’anno scorso si è tanto impegnato per arrivare alla difficile meta. Naturalmente studio in primis per me stessa, ma non trovo corretto che dopo aver raggiunto i requisiti richiesti io non possa avvalermi di tale aiuto su cui facevo conto.»

Specialmente durante la pandemia, con l’affollamento delle case e la contemporanea presenza di genitori in smartworking e figli in DaD, ma in ogni caso anche in linea più generale, gli studenti hanno bisogno di una scrivania in un posto silenzioso e con Wifi. La DaD, il lavoro di ricerca e lo studio non sono fattibili senza queste risorse. Purtroppo, non tutti possono permettersi di avere degli spazi adeguati e per evitare delle disuguaglianze tra studenti l’accessibilità a spazi adeguati per lo studio è fondamentale.
«Gli spazi di studio aperti anche nelle zone rosse incentivano gli studenti a studiare e perseverare nel loro impegno a non mollare gli studi. A volte in una stessa casa ci possono essere più di uno studente o addirittura un genitore in Smart working. Dividersi spazi e connessione può essere difficoltoso.» riporta Valentina Cibin, studentessa fuori sede all’Università di Verona. Su questo argomento il Mua si impegnerà nei prossimi mesi a cercare una soluzione che possa andare incontro alle esigenze anche di questi studenti e studentesse bolzanini.

Gli studenti sono gli attori e co-creatori dell’immediato futuro. Sono anche gli eredi dell’attuale crisi e dovranno concepire innovative modalità e contenuti di lavoro che abbiano una ricaduta economica, scientifica e culturale tale da ricostruire una ricchezza umana e materiale nel nostro territorio. Mua considera che puntare sul diritto allo studio sia un’indispensabile azione strategica per il futuro di tutta la società altoatesina, volta anche ad evitare la fuga di cervelli, trend suggerito dal costante aumento di richieste di borse di studio da parte di studenti che scelgono l’estero per compiere la loro formazione universitaria.

Foto, Università di Bolzano, facciata

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