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ALPLINKBIOECO, COME POTENZIARE FILIERE INNOVATIVE NELLA BIOECONOMIA CIRCOLARE

13 Aprile 2021

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ALPLINKBIOECO, COME POTENZIARE FILIERE INNOVATIVE NELLA BIOECONOMIA CIRCOLARE

Si è chiuso a fine marzo, con una conferenza online, il progetto Interreg europeo AlpLinkBioEco, progetto nato tre anni fa nell’ambito della Strategia macroregionale Alpina EUSALP con l’obiettivo di sviluppare proposte interregionali per il potenziamento delle filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia circolare.

AlpLinkBioEco, di cui Fraunhofer Italia, HIT – Hub Innovazione Trentino e CSALP – Centro Studi Alpino sono partner nella regione autonoma Trentino-Alto Adige, ha lavorato nell’arco dei tre anni sui temi della bioeconomia e dell’economia circolare, considerati motore per la competitività, portatori di valore aggiunto per le imprese e tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Per sostenere la transizione da un’economia basata sui combustibili fossili a un’economia biobased, durante il progetto è stato sviluppato un database interattivo, il Value Chain Generator, mappando decine di associazioni settoriali e centinaia di aziende e successivamente sviluppando nuove catene del valore e occasioni di simbiosi industriale a livello locale, nazionale e transnazionale.

Inoltre, grazie alla raccolta di input da stakeholders politici e industriali delle regioni europee coinvolte, è stato definito un piano di azione condiviso (Masterplan) per stimolare lo sviluppo della bioeconomia nello Spazio Alpino.

«Per noi AlpLinkBioEco è stata l’occasione di collaborare con realtà molto attive nel campo della bioeconomia circolare e ci ha permesso di approfondire aspetti tecnologici, culturali e politico-economici delle potenzialità delle value chain intersettoriali e internazionali» dichiara Pasqualina Sacco, responsabile del team Bioeconomia& Sostenibilità e project manager del progetto lato Fraunhofer Italia, e prosegue «Fraunhofer Italia continuerà a diffondere i risultati principali del progetto, mettendoli a disposizione del territorio altoatesino».

«Il progetto ci ha permesso di approfondire le potenzialità e le sfide legate alla bioeconomia e all’economia circolare» – dichiara Elisa Morganti, Innovation Project Manager della Fondazione HIT – Hub Innovazione Trentino – «in termini, ad esempio, di ricerca, opportunità di trasferimento tecnologico, nuovi modelli di business, uso sostenibile delle risorse naturali. Il Value Chain Generator è uno strumento digitale pensato per le imprese e gli enti territoriali che consentirà di supportare anche in Trentino la trasformazione circolare, sfruttando al meglio le materie prime di origine naturale e creando nuovo valore dagli scarti di produzione e di processo».

«Per il Centro di Studi Alpino c’è stata l’opportunità di ricostruire la filiera soprattutto forestale in chiave bioeconomica, evidenziando la possibilità di utilizzare delle lavorazioni forestali e dell’industria del legno per filiere ad elevato valore aggiunto, come ad esempio coloranti naturali, molecole bioattive e  trasformazioni in termini di bioraffineria» – dichiara la Prof. Manuela Romagnoli del Dipartimento per l’Innovazione dei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali (DIBAF) e conclude  – «Anche per CSALP le attività proseguiranno considerando la possibilità di lavorare sull’attivazione di nuove sinergie tra stakeholders politici, dell’industria e del territorio».

Uno dei casi studio al quale hanno contribuito il Centro Studi Alpino Pieve Tesino, Hub Innovazione Trentino e Fraunhofer Italia, e nel quale sono state coinvolti anche il Ministero delle politiche agricole e forestali, la Provincia Autonoma di Trento, Camera di Commercio di Trento e Confindustria Trento, è quello denominato ”Bioraffineria a base di legno: segatura e trucioli di legno come base per intermedi chimici”. Il tema è quello del riutilizzo dei principali componenti della biomassa legnosa, ovvero trucioli di legno e segatura. Lo studio ha messo in contatto gli stakeholder del settore forestale e le industrie locali italiane con LXP Group, azienda tedesca che ha sviluppato una tecnologia innovativa per la separazione di lignina e cellulosa di alta purezza dalla biomassa lignocellulosica di seconda generazione. Nello studio della fattibilità tecnica, economica e ambientale, è emerso che il principale punto di forza, oltre alla grande disponibilità di materie prime, è l’alta versatilità dell’impianto: in altre parole, è possibile cambiare abbastanza frequentemente la materia prima da lavorare, passando dai residui forestali ai rifiuti agricoli. Grazie a ciò, le bioraffinerie lignocellulosiche potrebbero creare ulteriori opportunità di lavoro, specialmente nelle aree rurali.

Il progetto AlpLinkBioEco ha visto la partecipazione di 6 Stati dell’arco alpino (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia) e 9 Regioni, di cui 3 facenti parte dei 4 Motori d’Europa (Lombardia, Baden-Württemberg e Auvergne Rhône-Alpes). Quattordici i partner che hanno lavorato al progetto:

AT: Business Upper Austria; CH: Plastics Innovation Competence Center (Project Lead); DE: Biopro BW, Technologiezentrum Horb; IT: Pieve Tesino Alpine Studies Center, Confindustria Lombardia, Innovation Hub Trentino, Lombardy Green Chemistry Cluster, Fraunhofer Italia Research; FR: France Clusters, Plastipolis; SVN: Slovenian Ministry of Education, Science and Sport, Poly4EMI.

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