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Lockdown, Kompatscher attende Roma prima di decidere la prosecuzione

9 Marzo 2021

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Lockdown, Kompatscher attende Roma prima di decidere la prosecuzione

Nella seduta odierna del Consiglio provinciale maggioranza e opposizione hanno discusso dell’annosa questione riguardante la pandemia di Covid 19 in corso e delle relative misure predisposte dalla Giunta provinciale per arginare il contagio. Il presidente della Giunta Arno Kompatscher intervenendo in merito ha ricordato ai consiglieri che la provincia di Bolzano da un paio di settimane è classificata come “arancione” dallo Stato. Tuttavia – ha argomentato Kompatscher – la Giunta ha stabilito regole più severe, anche a causa della presenza di nuove varianti. Tutto ciò in accordo con il Ministero della Salute. Questo ha permesso di ridurre il numero dei nuovi contagi, passando dagli 800 di qualche settimana fa ai 200 casi settimanali attuali. La quota di positività si sta abbassando, e si attesta tra l’1 e il 2% delle persone testate – sottolinea Kompatscher. Anche il numero delle persone in quarantena è calato, da 18.000 a 6.000. I numeri nei reparti ospedalieri sono in riduzione, nelle terapie intensive, invece, sono stabili o addirittura in leggera crescita. Nel frattempo sono stati sequenziati nuovi casi di varianti, ma si tratta di singoli contagi e non di focolai. Per quei comuni in cui si è manifestata la variante sudafricana – sottolinea Kompatscher – vale la classificazione di zona rossa prevista dal decreto del Presidente del Consiglio. Ieri sono stati comunicati altri 5 contagi da variante sudafricana, che riguardano anche Naturno e Bolzano. Qui si tratta di una persona già seguita in ospedale, il contact tracing è in atto. Dove si ritiene che ci sia un focolaio, ci sarà la possibilità per la Giunta di introdurre misure più restrittive, come un test negativo per l’ingresso o l’uscita dal comune, come era stato adottato nelle settimane scorse in diversi comuni del Burgraviato, Passiria e Val Venosta. Il primo DPCM del presidente Mario Draghi prevede che siano i Presidenti di Regione, e quindi di Province autonome, a decidere quali misure debbano essere adottate a livello locale, soprattutto con incidenza superiore ai 250 casi settimanali. Nei Comuni con la variante sudafricana ma senza focolai sarà possibile la didattica alle elementari in presenza.
Il lockdown in Alto Adige scade il 14 marzo, pertanto oggi in Giunta si è riflettuto su come procedere. Vista la situazione si intende attendere il rapporto del Comitato tecnico-scientifico che dovrebbe essere disponibile al massimo dopodomani – riferisce il Presidente della Giunta provinciale.
In quanto agli aiuti, a livello statale sono in corso i lavori preparatori per il Decreto sostegno, vale a dire il Ristori 5. Anche la Giunta provinciale ha elaborato un pacchetto di 500 milioni a favore di aziende e famiglie, utilizzando anche i mezzi che lo Stato ancora deve alla Provincia. Il pacchetto per famiglie e lavoratori sarà esteso, così come il numero degli aventi diritto, come richiesto dai sindacati. Per le imprese ci sono due corsie, con una forma semplificata per le piccole imprese, e un contributo per i costi per le imprese di medie grandi dimensioni, sempre sulla base di un deficit del 30%.
Si associa alle dichiarazioni del Presidente l’assessore alla Sanità Thomas Widmann, il quale evidenzia la criticità nelle terapie intensive con 64 persone, alcune delle quali giovani, peggiorate e intubate in brevissimo tempo.
Franz Ploner del Team K e Sandro Repetto puntano il dito sulla questione vaccini, osservando che per la somministrazione dovrebbero essere coinvolti anche i medici di base.

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