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I giovani nella pandemia

8 Marzo 2021

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I giovani nella pandemia

A un anno dall’inizio del primo lockdown, Daniela Höller affronta un tema fondamentale: “Per assicurare priorità alla rapida riapertura delle scuole medie e superiori, non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Anche lo sport e le attività del tempo libero sono essenziali per un sano sviluppo mentale dei giovani. Dobbiamo dare agli adolescenti questo spazio, altrimenti li spingeremo verso l’illegalità”.

Bambine, bambini e adolescenti sono colpiti con meno violenza degli adulti dalle gravi conseguenze legate al Covid-19. Ciononostante, hanno percepito gli effetti indiretti della pandemia in modo sproporzionatamente più forte: alcuni giovani hanno sofferto di disturbi d’ansia e del sonno, depressione, disturbi ossessivo-compulsivi e disturbi alimentari già dopo il primo lockdown nella primavera del 2020. Inoltre, si sono verificate tendenze verso comportamenti autolesionistici, aggressivi, maggiore consumo di alcol e droghe, e dipendenze in generale, anche nell’ambito dell’uso di Internet. Soprattutto i minori che già in precedenza non stavano bene, nell’attuale situazione di crisi stanno ancora peggio. Per quanto riguarda gli effetti psicologici a lungo termine delle misure restrittive sui minori, questi non possono ancora essere valutati. Studi scientifici potranno verificare le ipotesi in merito solo negli anni a venire.

“È chiaro che la scuola è più di un luogo dove si impartisce conoscenza. È un luogo protetto con una struttura quotidiana, uno spazio vitale dove si stabiliscono importanti contatti sociali. Se manca l’apprendimento in presenza, i giovani hanno meno possibilità di coltivare le loro amicizie, sono a casa, non possono più praticare le loro consuete attività sportive o frequentare la scuola di musica, e sono sotto pressione. Se anche i centri giovanili e i loro punti di incontro sono chiusi, i giovani si ritirano ancora di più e passano molto tempo da soli. Poi nascono questioni e problemi che altrimenti avrebbero potuto compensare nella vita quotidiana”, sostiene Höller. Proprio per questo le attività sportive e ricreative, dove i giovani possono fare esercizio, rimanere attivi e mantenere i contatti sociali – mentre mantengono naturalmente le misure di sicurezza – sono così importanti.

Infatti, il danno collaterale include, oltre al calo delle opportunità educative causato dall’apprendimento a distanza e all’aumento delle anomalie e dei disturbi mentali già menzionati, la mancanza di esercizio fisico associata alle restrizioni sugli sport e le attività del tempo libero e il deterioramento dello stile di vita e delle abitudini alimentari.

I giovani sono quindi esposti a una moltitudine di rischi collaterali, le cui conseguenze oggi non si possono nemmeno prevedere. Lo Stato e la Provincia possono intervenire con aiuti finanziari quando si sono verificati danni quantificabili, e quindi tangibili. Altri danni non possono essere risarciti: “Un giovane di 15 anni non avrà mai più 15 anni e quello che perde in questi mesi lo ha perso per sempre. L’infanzia e l’adolescenza non possono essere sostituite, né possono essere semplicemente sospese o rimandate”, sottolinea la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Höller.

Se hai bisogno di informazioni e consulenza sui diritti dei minori o su situazioni che li coinvolgono, puoi rivolgerti in maniera gratuita alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Siamo in via Cavour 23/c a Bolzano, e ci puoi raggiungere telefonicamente, al nr. 0471 946050, o tramite l’indirizzo e-mail info@garanteinfanzia-adolescenza-bz.org. Sul nostro sito www.garanteinfanzia-adolescenza-bz.org trovi tutte le informazioni sul nostro servizio.

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