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Coronavirus, test obbligatorio nelle scuole

21 Marzo 2021

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Coronavirus, test obbligatorio nelle scuole

Di Luca Crisafulli, avvocato e membro uscente della Commissione dei Sei e dei Dodici

L’ultima ordinanza del Presidente della Giunta provinciale impone l’obbligo in capo ai nostri figli, per poter andare a scuola primaria e secondaria di primo grado, di sottoporsi ad un “progetto sperimentale” di test rapido antigenico sotto la supervisione di “personale addestrato”, non per forza sanitario (quindi anche solo personale docente).
Il fatto che sia un test poco invasivo e che viviamo in un periodo in cui si chiede alla popolazione di contribuire a debellare il virus – cosa peraltro che genitori e bambini hanno fatto pazientemente nel corso dell’ultimo anno – non toglie le evidenti criticità della disposizione sotto il profilo giuridico.
Si subordina il diritto allo studio, nella sua pienezza esercitabile solo frequentando – in presenza – le lezioni, all’accettazione di un trattamento sanitario reso per tal modo obbligatorio, in assenza, tuttavia, della necessaria copertura costituzionale che solo una legge (e non una semplice ordinanza) attribuirebbe alla disposizione.
Si discriminano i bambini sulla base di una decisione assunta dai genitori (decisione che, come detto, dovrebbe sempre essere volontaria e non obbligatoria) e si impone un progetto sperimentale che, per definizione, è giuridicamente lecito solo quando il soggetto su cui si sperimenta presti un consenso reale, non coartato dalla minaccia di essere escluso dalle lezioni in presenza.
Infine, non si chiarisce il ruolo del personale docente, che non può in alcun modo sostituirsi al personale sanitario nè per eseguire, nè per supervisionare il test autosomministrato. Tale attività diagnostica è di esclusiva pertinenza del personale sanitario ed eventuali azioni svolte dal personale docente potrebbero essere fonte di responsabilità personale.
Sarebbe opportuno che la Giunta ripensasse al contenuto dell’ordinanza, abolisse l’obbligo e mantenesse esclusivamente l’opzione volontaria, il tutto per scongiurare contenziosi, virare verso una soluzione di compromesso che possa mettere d’accordo i diversi punti di vista all’interno delle forze di maggioranza, evitate una stucchevole imposizione su cittadini e famiglie, già duramente provate da un anno di limitazioni, sofferenze e imposizioni.

Foto, Luca Crisafulli

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