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Bolzano Giunta provinciale, nessuna reazione avversa su migliaia di vaccini Astrazeneca praticati in Alto Adige

12 Marzo 2021

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Bolzano Giunta provinciale, nessuna reazione avversa su migliaia di vaccini Astrazeneca praticati in Alto Adige

In apertura della seduta odierna del plenum è intervenuto il presidente della Provincia Arno Kompatscher riferendo degli ultimi sviluppi nella Conferenza Stato-Regioni, ancora in atto con i ministri Speranza e Gelmini e i vertici della Sanità. Il Governo aveva informato il rilascio di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarebbe stato in vigore fino al 6 aprile. negli ultimi giorni in tutta Italia sono aumentati i pazienti in terapia intensiva, la situazione sta peggiorando, e l’indice Rt è aumentato. La variante britannica ha un decorso più veloce, e le prossime settimane appaiono hgiá più difficili. negli ultimi giorni sono stati effettuati oltre 250.000 vaccini/die, la campagna viene portata avanti e sará approvato dall’AIFA anche il vaccino Johnson & Johnson, di cui sono in arrivo 7 + 15 milioni di dose. si punta quindi anche sulla vaccinazione, oltre che su misure rigide: tutte le Regioni verranno dichiarate d’ufficio arancioni, altrimenti non sará possibile mantenere una situazione di stabilità; quelle con incidenza superiore a 250 saranno classificate rosse, l’Alto Adige ha incidenza 244 e RT 0,6. Se ci dovesse essere la presenza di diverse varianti si dovranno prendere misure specifiche, d’intesa col Ministero della Sanità. In provincia nelle ultime 3 settimane c’è un calo e un RT piuttosto basso, ma i casi in terapia intensiva sono rimasti uguali, con lieve aumento nell’ultima settimana. Non è il caso di togliere l’allarme; probabilmente si verrá definiti arancioni, ma la questione varianti potrebbe portare ad alta valutazione. Ci si chiede se adottare misure più rigide perché si è appena sotto la soglia.
L’assessore  Thomas Widmann ha aggiunto che la situazione in Alto Adige è migliorata, per la prima volta c’è un leggero calo nelle terapie intensive, tuttora ci sono 60 pazienti. C’è il rischio della terza ondata, ma al momento l’Azienda sanitaria riesce a mantenere altri servizi, come quelli per i pazienti oncologici, ma in caso di maggiori pazienti gli ospedali potrebbero fornire solo l’assistenza di emergenza. Isolando certi comuni si è riusciti a contenere la diffusione delle varianti. In merito alla variante, va detto che a Brescia i pronto soccorso giá non accolgono più pazienti non Covid, essa è molto virale e veloce, soprattutto sui pazienti giovani: questo non si vede dai numeri, ma lo dice chi si occupa dei pazienti. L’Azienda sanitaria altoatesina non abbassa la guardia, si continua a monitorare la situazione e fare tamponi, oggi ci sono 88 contagiati rilevati con PCR. La pressione sugli ospedali è ancora alta, è importante che si mantenga cautela. Il vaccino Astrazeneca è stato bloccato in Danimarca per  il lotto 5.300, che non é stato fornito all’Italia; l’EMA non ha ancora confermato la correlazione tra vaccino e reazioni avverse. In Italia c’è un lotto consegnato soprattutto al sud, ma anche qui non è stata confermata la relazione con le reazioni avverse; esso è stato utilizzato in Alto Adige 3-4 settimane fa con 24 reazioni non gravi su  migliaia di vaccinazioni. Il dentista deceduto a Bressanone è mancato per un ictus, non c’è legame con Astrazeneca, il cui vaccino l’Austria ha deciso di continuare a utilizzare, mentre qui l’AIFA deciderà pomeriggio la linea da seguire in tutta Italia. La seconda dose probabilmente non sarà somministrata se il vaccino verrà bloccato.

In foto, Arno Kompatscher

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