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Alto Adige. Non ci sono soldi per ulteriori aiuti, bisogna riaprire immediatamente

25 Marzo 2021

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Alto Adige. Non ci sono soldi per ulteriori aiuti, bisogna riaprire immediatamente

La Giunta provinciale ha fatto riferimento in ogni occasione agli aiuti provenienti da Roma, giustificando tra l’altro le chiusure con la motivazione che altrimenti i fondi del Governo sarebbero stati messi a rischio. Questi aiuti, prima chiamati “ristori” ora “sostegni”, sono arrivati. Più che un sostegno sono uno schiaffo agli imprenditori, vista l’esiguità. L’unico sostegno per l’economia resta dunque aprire il prima possibile.
Ma non solo la speranza di ottenere aiuti dal Governo è stata delusa, in più ieri l’assessore all’economia Achammer ha annunciato che non ci sono soldi per un ulteriore pacchetto di aiuti. È chiaro che gli aiuti provinciali non sono neanche lontanamente sufficienti a coprire le perdite subite dalle imprese e dai lavoratori. Soprattutto, arrivano troppo lentamente, basti pensare che i portali informatici devono ancora essere adattati o creati, quando ogni azienda in crisi lavorerebbe non stop per implementare i software necessari e definire i criteri. Ma l’assessore e l’amministrazione si permettono – anche se una seconda e una terza ondata erano già prevedibili nell’autunno del 2020 – di approvare aiuti, purtroppo troppo esigui, solo nel marzo 2021, e oltretutto di versare i soldi solo nel giugno 2021 nella migliore delle ipotesi.
Inoltre, una lettura del “decreto sostegni” rivela il rischio concreto che gli aiuti per i costi fissi non arriveranno affatto se non saranno pronti per la fine di giugno.
I dati mostrano che in Alto Adige sono stati persi 2,8 miliardi di euro. Con un rapporto medio tra imposte e contributi del 40%, questo significa che mancano 1,2 miliardi di euro di entrate fiscali in Provincia – scrive Paul Köllensperger in una nota al nostro giornale.
Pertanto, ora c’è solo una cosa da fare: aprire. Con tutte le misure di protezione del caso, ma aprire! Questo è l’unico aiuto che possiamo ancora dare alle imprese.
45.000 altoatesini sono stati infettati dal coronavirus e per il momento dovrebbero essere immuni; i gruppi a rischio e gli operatori sanitari particolarmente esposti sono stati almeno parzialmente vaccinati. Un’apertura nel rispetto delle misure di protezione sembra epidemiologicamente giustificabile ma soprattutto economicamente inevitabile.
I continui riferimenti della Giunta provinciale ad analoghi lockdown in Germania e in Austria non possono più essere usati come giustificazione: anche lì ci sono delle chiusure, ma la mano pubblica aiuta con contributi sostanziosi. Qui le cose vanno diversamente: gli  importi nel decreto sostegni sono ridicoli. È giunto il momento per la Giunta provinciale di assumersi la responsabilità e prendere decisioni coraggiose. L’assessore all’economia dovrà altrimenti assumersi la responsabilità politica del disastro economico e sociale a cui andremo incontro. Rimettiamo in moto l’economia, la ristorazione e il settore alberghiero, naturalmente rispettando i protocolli di sicurezza e di igiene già elaborati. Facciamolo ora. Questo è l’unico vero aiuto possibile a queste categorie, conclude Köllensperger.

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