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Alto Adige. Lavoratori stagionali, i dimenticati

24 Marzo 2021

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Alto Adige. Lavoratori stagionali, i dimenticati

Il decreto legge “sostegni” non prevede un’estensione delle indennità di disoccupazione percepite dai lavoratori stagionali, ma solo un aiuto una tantum per chi non riceve più l’indennità di disoccupazione. Gli stagionali sono tra i più colpiti dalla crisi pandemica e non possono essere abbandonati da Stato e Provincia, ma vanno adeguatamente sostenuti.
Il Consiglio provinciale ha approvato 500 milioni di euro per affrontare l’emergenza Coronavirus in Alto Adige, di cui 55 milioni andranno a persone singole e famiglie. Nella discussione in aula, la Giunta provinciale ha ripetutamente sottolineato che il sostegno fornito dalla Provincia è un supplemento alle risorse fornite dallo Stato. “Ora sappiamo che gli aiuti statali saranno molto ridotti. In particolare i dipendenti stagionali non ricevono un’assistenza adeguata, quindi la Giunta provinciale deve trovare una soluzione per queste persone”, chiede Maria Elisabeth Rieder.
Dal marzo dello scorso anno, fatta salva la breve stagione estiva, molti stagionali sono involontariamente disoccupati. Per molti i sussidi di disoccupazione sono finiti a dicembre, altri non hanno diritto agli aiuti di emergenza concessi dallo Stato. Per il turismo invece gli stagionali sono dipendenti importanti e qualificati, che lavorano e pagano le tasse. “I criteri per ricevere gli aiuti di emergenza Covid sono ingiusti, chi è riuscito a barcamenarsi ne esce mortificato – sostiene Rieder -. Per i dipendenti dovrebbe essere come per le aziende: chi ha un basso reddito o addirittura ne è ormai privo a causa della pandemia, deve ricevere un sostegno. E se lo Stato non si attiva deve essere la Provincia a muoversi”.

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