Cronaca

Mutui sospesi, in Alto Adige famiglie in difficoltà, che fare?

15 Febbraio 2021

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Mutui sospesi, in Alto Adige famiglie in difficoltà, che fare?

Giovedì pomeriggio si è svolto un incontro fra Cassa Centrale Raiffeisen, Federazione Raiffeisen, Cassa di Risparmio, Banca Popolare e CTCU (Centro Tutela Consumatori Utenti). Tema dell’incontro le nuove linee guida europee relative ai mutui, che avranno ripercussioni anche sulle famiglie altoatesine.
Con il primo lockdown, a marzo 2020, per molte famiglie sono venute a mancare delle entrate, e in molti temevano di non essere in grado di saldare regolarmente le rate del proprio mutuo-casa. All’epoca, in Alto Adige si è reagito velocemente: grazie ad un’intesa fra le banche locali, le famiglie, ma anche le imprese, potevano richiedere una sospensione o un prolungamento delle rate dei mutui.
Non pochi si sono avvalsi di tali possibilità, e hanno richiesto ed ottenuto una sospensione di 12 mesi. Questo periodo sta ora volgendo al termine, ma purtroppo non per tutti gli stipendi sono tornati a livelli pre-pandemia.
Un cambiamento delle norme a livello europeo non porta buone nuove per coloro che speravano di poter prorogare un’altra volta le scadenze delle rate: il periodo massimo per cui le rate possono essere sospese, infatti, è stabilito in 9 mesi complessivi per l’intera durata del mutuo. Per chi abbia già chiesto ed ottenuto una sospensione, quindi, di norma non è possibile richiederne una ulteriore.
Nell’incontro di giovedì si è tentato di individuare possibili soluzioni al problema. Al momento non sono in molti i consumatori che si sono fatti avanti, ma, poiché la maggior parte delle sospensioni è stata avviata fra marzo ed aprile 2020, il numero potrebbe essere destinato ad aumentare. Ciò che è emerso con chiarezza è il fatto che una riproposizione delle sospensioni in via generale, come invece concesso rapidamente lo scorso anno, non sarà più possibile, in ragione delle nuove norme.
Gli istituti bancari hanno però assicurato di voler analizzare le posizioni dei/delle clienti una per una e di aver intenzione di trovare soluzioni personalizzate per ogni singolo caso. Nel caso in cui dovessero insorgere problemi nel rispettare i termini di pagamento concordati, la cosa più importante da fare è comunque contattare la propria banca più rapidamente possibile.
“È chiaro che questo non è il risultato in cui le famiglie speravano. La maggior parte di noi era certa che 12 mesi sarebbero bastati per tornare ‘a regime’, e si ritrova ora a dover affrontare incertezze addirittura maggiori. D’altronde anche nascondere la testa sotto la sabbia di fronte al problema non rappresenta una soluzione”, riassume la Direttrice del CTCU, Gunde Bauhofer.
Chi avesse sentore di non poter far fronte alle rate da pagare al termine della sospensione ottenuta, farà bene ad affrontare il problema quanto prima: occorre tentare di far chiarezza sulle proprie entrate ed uscite e contattare la propria banca per cercare una soluzione condivisa.
Chi fino ad oggi è riuscito a far fronte agli obblighi di pagamento e, soltanto ora, sta incontrando difficoltà nel saldare le rate, ha ancora la possibilità di chiedere una sospensione, per un periodo massimo appunto di 9 mesi. Attualmente è possibile usufruire di questa possibilità sino al 31 marzo 2021. Anche qui vale il principio del “prima si fa, meglio è”, dato che chi dovesse ritrovarsi ad essere bollato quale “cattivo pagatore”, rischia di andare incontro ad una serie di conseguenze negative (ad es., il blocco del conto corrente).
Ricordiamo che una panoramica degli aiuti messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Bolzano è consultabile all’indirizzo: https://siriparte.provincia.bz.it/default.asp. Presso il CTCU è a disposizione un servizio di consulenza dedicato per mutui e finanziamenti.

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