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Che senso ha acquistare un’aranciata al bar e doverla bere a casa?

11 Febbraio 2021

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Che senso ha acquistare un’aranciata al bar e doverla bere a casa?

Da lunedì scorso in Alto Adige è in atto l’ennesimo lockdown a causa della pandemia di Coronavirus in atto. Comprensibilmente i cittadini hanno un nervo per capello per le ragioni più svariate. Girando per i centri urbani si vedono scene incredibili, persone che urlano, chi si rifiuta di indossare la mascherina protettiva in modo adeguato e chi invece ostenta che non la intende indossare, legandosela attorno al braccio come un braccialetto d’oro. Nel capoluogo altoatesino prima dell’entrata in vigore dell’ultimo provvedimento restrittivo, vale adire domenica scorsa, abbiamo assistito ad una mega manifestazione in piazza Magnago in cui 5-600 persone sotto la pioggia battente per varie ragioni hanno dato sfogo alle proprie frustrazioni per come la Giunta provinciale sta fronteggiando l’emergenza Covid.
Ormai, da quando è scoppiata la pandemia, davanti all’ufficio postale di Bolzano centro si formano quotidianamente file interminabili di persone, molte di queste sono anziani. Per poter accedere al servizio postale a volte la fila può durare anche quasi un’ora e in questo periodo si pone il problema della scarsità dei bagni pubblici in centro, soprattutto ora che i bar e ristoranti sono chiusi. È vero che in stazione ferroviaria e in piazza Walther (parcheggio sotterraneo) ci sono servizi igienici, tuttavia chi fa la fila difficilmente l’abbandona per poi doversi rimettere in coda. Non solo mancano servizi igienici adeguati nelle immediate vicinanze, ma in funzione delle ultime misure di contenimento contro il Coronavirus, non è neanche più possibile usare i servizi nei bar che offrono generi d’asporto. Non è acconsentito neppure la consumazione di pasti o bevande acquistate all’aperto. Nemmeno singolarmente! Ovviamente il tutto crea non pochi disagi.
Un episodio eclatante del malessere di questa situazione ce lo racconta Roberta Mattei, la gestrice dell’omonimo Café Mattei di piazza Parrocchia. È successo ieri che un anziano dopo aver atteso a lungo davanti alla Posta per svolgere i suoi impegni, esausto dalla lunga attesa, per ristorarsi si è recato al Café Mattei dove ha acquistato una bevanda. Come sappiamo è consentito solamente l’asporto, non la consumazione nelle vicinanze del locale. In sostanza bisogna portarsi a casa la bibita acquistata. L’anziano signore pensando di non infrangere le auree regole si è appartato con la bibita nello stretto vicoletto adiacente al locale, tuttavia è stato sanzionato dagli agenti perché sorpreso a consumare la bevanda all’aperto. È vero che la normativa è stringente, ma ha senso poter acquistare un’aranciata e doverla bere a casa per evitare una salata sanzione, si domanda Roberta Mattei. Sostanzialmente chi in questo periodo offre un servizio d’asporto non ci guadagna nulla, ma offre un servizio. È giusto evitare che ci siano degli assembramenti davanti ai locali, tra l’altro è senz’altro questo lo spirito con il quale fu emessa l’ordinanza provinciale in questione. Nell’espletamento delle norme si creano spesso situazioni che vanno intrepretate cum grano salis, spetta all’agente di turno usare il buon senso e agire con il giusto equilibrio.  

Foto, Roberta Mattei

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