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Freddo polare, si continua a sottovalutare l’emergenza dei senzatetto di Bolzano

13 Gennaio 2021

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Freddo polare, si continua a sottovalutare l’emergenza dei senzatetto di Bolzano

Un buon lavoro? Se l’obiettivo è quello di calmare la coscienza pubblica, probabilmente sì. Ma i conti non tornano quando i numeri sono dati con banale superficialità. L’inverno quest’anno è rigido. Da settimane tanta gente deve cercare di sopravvivere con questo freddo, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Non c’è un posto caldo per loro, a nessuna ora, da nessuna parte e questo in una delle città più ricche del mondo, Bolzano – affermano i rappresentanti di OMAS GEGEN RECHTS, Anpi, Sardine, Rete di diritti Senza Voce e Diop Papa Dame dei Black Lives Matter in una nota al nostro giornale.
Come si legge nel comunicato, sembrerebbe che ascoltando i discorsi domenicali di molti politici, si potrebbe pensare che qui a Bolzano vada tutto bene, ma quando la mattina si cammina lungo le strade della periferia, si vede che la realtà è ben diversa. No, non è vero che tutti quelli che vogliono ottengono un posto. No, non ci sembra che sia stato fatto un buon lavoro. Ancora una volta, viene citato come esempio positivo il numero di posti letto nella struttura aperta tutto l’anno in via Comini, ma allo stesso tempo viene taciuto il fatto che la stragrande maggioranza delle persone lì alloggiate svolge un lavoro regolare, però non può, considerando i costi alti degli affitti, permettersi di vivere in un appartamento, o non può nemmeno ottenerne uno, perché troppo spesso vengono accettati come inquilini solo i cittadini del luogo. La struttura quindi è già occupata tutta l’anno – scrivono OMAS GEGEN RECHTS di Bolzano.
Fortunatamente – osservano gli attivisti di OMAS – non si è ancora avuta notizia di qualcuno morto di freddo o di fame. Questo grazie ai volontari delle associazioni e ai tanti privati che di notte e di giorno girano a turno per aiutare le persone. E anche grazie a “Medici Senza Frontiere”, che hanno sentito il dovere di distribuire sacchi a pelo, prodotti per l’igiene e di offrire i propri servizi. Tutto questo nella nostra ricca provincia. Si tratta di donazioni che in realtà dovrebbero essere destinate a chi soffre in Paesi poveri e isolati. C’è chi afferma che queste persone non vogliano andare nei dormitori. Qual è la verità? – calcano la mano le OMAS, che ritengono che generalmente queste persone non sono state adeguatamente informate. Questi non hanno accesso ai mass media, alla televisione, ai giornali. Non conoscono le nostre leggi, i nostri regolamenti. A pochi è giunta voce che dovrebbero registrarsi all’Info Point. Non dimentichiamo che molte di queste persone hanno paura, non dimentichiamo che hanno dovuto subire esperienze traumatiche, che hanno dovuto lottare e che le loro speranze non si sono mai realizzate. Abbiamo bisogno di un “Kältebus” (autobus, come esiste già in altre città d’Europa, con Streetworker professionali che possano sostenere le persone anche psicologicamente e creare fiducia. Molti dei senza tetto soffrono di una grave depressione. Altri hanno timori specifici, per esempio di essere rinchiusi e/o di essere deportati. Nei dormitori non possono portare con sé i loro effetti personali e non c’è neanche la possibilità di chiuderli in qualche armadietto. Molti di loro temono così che i loro pochi averi possano scomparire durante la notte. Quindi, annunciare solo che c’è un letto da qualche parte non basta, ci vuole di più – sottolineano le OMAS.
Le Omas gegen rechts, Anpi, Sardine, la Rete dei diritti dei senza voce e Diop Papa Dame die Black Lives Matter chiedono inoltre ai responsabili del Comune e della Provincia di estendere l’orario di apertura dei rifugi d’emergenza, dalle ore 17 della sera fino alle 11 del mattino. È disumano e non dignitoso cacciare la gente per strada alle otto del mattino con questo freddo polare e poi non farli rientrare fino alle otto di sera, e poi indignarsi per il fatto che molte persone non accettano questa offerta. Dove potrebbero stare durante il giorno? Dove prendere una tazza di tè caldo, trovare un pasto caldo? Dove andare al bagno, lavare se stessi e i loro vestiti? Sono assolutamente necessari Centri diurni – si legge ancora nella nota.
I rappresentanti delle associazioni fanno sapere che è stato annunciato che ulteriori letti d’emergenza invernali saranno resi disponibili il 17 o 18 gennaio. Fin qui tutto bene. Ma l’inverno è arrivato molto prima, e non era una sorpresa, giusto? Perciò abbiamo urgente bisogno di progetti a lungo termine, strutture fisse aperte tutto l’anno. Dove andranno le persone quando a marzo i cancelli dell’Emergenza freddo chiudono? Saranno di nuovo i volontari a dover elemosinare sacchi a pelo e tende per questi poveri? Siamo noi in veste di Streetworker professionali che dobbiamo entrare in contatto con i senzatetto, non loro che devono cercare noi. Se davvero abbiamo la sincera intenzione di allontanare la gente dalla strada, di porre fine alla vergognosa povertà a Bolzano, dobbiamo essere noi a prenderli per mano. Dobbiamo provvedere a mettere in piedi un progetto per integrali, per dare loro una formazione professionale e un lavoro. Ma soprattutto la politica provinciale deve individuare il modo di istituire un Progetto per i senzatetto all’Ufficio Sociale della città di Bolzano e di co-finanziarlo – concludono le OMAS.

Foto/c-Ludwig Thalheimer

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