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Artigianato, “premio aziendale” confermato dalle organizzazioni del settore

29 Gennaio 2021

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Artigianato, “premio aziendale” confermato dalle organizzazioni del settore

Confermato il “premio aziendale “, ovvero l’elemento variabile della retribuzione per 18.000 dipendenti del settore edile in Alto Adige. I rappresentanti del settore edile hanno deciso di confermare, nonostante o proprio in ragione della situazione attuale, la concessione dell’elemento variabile della retribuzione (EVR) per i 18.000 lavoratori e gli addetti dell’edilizia altoatesini.
“Il 2020 non è stato certo un anno facile per il settore edile. Tuttavia, rispetto ad altri settori, siamo riusciti a lavorare relativamente bene”, spiega Hubert Gruber, Presidente del gruppo provinciale dell’edilizia nell’Apa. “In questo senso il settore delle costruzioni, nonostante tutte le circostanze, può parlare di un anno relativamente soddisfacente e può anche guardare al futuro con cauto ottimismo. Questo cauto ottimismo e l’apprezzamento dell’operato dei nostri dipendenti sono stati i fattori decisivi per la conferma dell’elemento variabile della retribuzione. Inoltre, noi imprenditori edili vorremmo sostenere i nostri dipendenti, soprattutto in questa fase difficile, e dare l’esempio”, spiega il Presidente del Collegio Costruttori, Michael Auer. La base per il calcolo dell’elemento variabile della retribuzione è costituita da dati chiave del settore edile: il numero di lavoratori iscritti in Cassa Edile, la massa salariale, le ore lavorate e il PIL a livello provinciale. “Se l’economia si sviluppa positivamente, ne trarranno vantaggio anche i lavoratori e gli impiegati del settore edile. Visto che i parametri lo consentono, l’EVR può essere confermato con un importo compreso tra 24,50 € e i 49 € lordi mensili”, spiega il Presidente di CNA, Claudio Corrarati.
Perplessità circa il „Sanedil“. Desta infatti preoccupazione il fondo sanitario nazionale “Sanedil”, introdotto nel 2018 nell’ambito del contratto collettivo nazionale. “Sanedil” è attivo per lavoratori e dipendenti del settore edile dall’ottobre 2020 e sostituisce tutti i servizi sanitari precedentemente forniti dalla Cassa Edile. Fin dall’inizio, le associazioni dei datori di lavoro sono state critiche per questo fondo sanitario, poiché si temeva fosse peggiorativo rispetto al precedente. “Sebbene la legge di stabilità 2018 (art. 1, paragrafo 177, legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ci dia la possibilità di istituire un fondo locale, a condizione che i servizi siano equivalenti o migliori di quelli del fondo nazionale, questo Fondo locale non è ancora stato costituito a causa delle riserve di alcuni sindacati”, spiega il vicedirettore dell’Apa, Walter Pöhl. Chi ci rimette sono i dipendenti, poiché effettivamente la situazione è meno favorevole. Da ottobre a dicembre 2020 le imprese di costruzioni hanno versato a “Sanedil” centinaia di migliaia di euro per i propri dipendenti, ma sono state approvate solo poche centinaia di euro in servizi. Questo anche perché, per avere diritto al rimborso, le cure devono avvenire in strutture convenzionate, che sono solo 20 in Alto Adige. Si trovano solo a Bolzano (11), Merano (6), Laives (2) e Bressanone (1). “Nonostante il raddoppio dei pagamenti dei contributi per i servizi sanitari a favore dei dipendenti, quasi nessun servizio viene fornito. Inoltre, i servizi sanitari vengono ammortizzati dalla Cassa Edile con eccedenze generate localmente per poter offrire più o meno gli stessi servizi di prima “Sanedil” “, spiega il segretario del Collegio Costruttori, Thomas Hasler.

In Foto, Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino alto Adige

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