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Operazione “monnezza” ovvero smaltire i rifiuti in quarantena

21 Dicembre 2020

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Operazione “monnezza” ovvero smaltire i rifiuti in quarantena

Ingabbiati e pure “brutti, sporchi e cattivi”. Succede a Bolzano, ameno capoluogo dell’opulento Alto Adige, ricca e “perfetta” provincia europea, che si fa modello nell’ambito della difesa ecologica. Rischia di perdere il primato della perfezione in epoca Covid. Accade infatti che, una famiglia sottoposta a quarantena, relegata quindi nella propria abitazione, situata in condominio, non trovi il Santo giusto al quale appellarsi, per liberarsi dei rifiuti che inevitabilmente produce, in particolare quelli organici, il tutto senza violare la consegna di non abbandonare neppure temporaneamente il proprio appartamento. Bisogna tener presente, infatti, che coloro i quali ricevono il provvedimento dell’autorità sanitaria di rimanere in isolamento, possono mettere il naso fuori dalla porta solo ed esclusivamente per sottoporsi al tampone di controllo. In caso di inadempienza della legge, si rischia una denuncia penale. Dove sta il problema? Quando, col passare dei giorni in isolamento, l’immondizia aumenta e con essa anche il tanfo, ma paradossalmente non si trova via d’uscita. La si cerca allora per via telefonica, contattando tutti i numeri possibili e immaginabili: da quelli per l’emergenza Covid a quelli della Seab, dal centralino del Comune a quello della Polizia Municipale, passando per quelli della Polizia di Stato e dei Carabinieri. Alcuni rispondono, altri no. Ci sono operatori che cadono letteralmente dalle nuvole: “Lei è la prima persona ad aver posto la questione”. Qualcuno dall’animo solidale suggerisce: “Raggiunga il cassonetto nottetempo, quando non la può incontrare nessuno. Ovviamente munita di mascherina”. Segue poi la raccomandazione: “Io non le ho detto niente, eh? Non mi assumo una responsabilità del genere, perché se la sorprendono e la denunciano, il problema è soltanto suo”. Un’operatrice spiega quanto indicano le linee guida: “Per chi è sottoposto alla quarantena si applica una procedura diversa: i rifiuti, senza distinzione fra organici e non, vanno inseriti in un doppio sacchetto e destinati al bidone del residuo”. Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio. Il nodo da sciogliere resta il medesimo: chi e come può raggiungere il cassonetto? E così si torna al punto di partenza. Mosso a compassione, un operatore afferma: “Si rivolga ad un vicino”. Dopo quest’ultima “perla”, l’onesta famigliola opta per la decisione più saggia: immondizie insacchettate collocate sul balcone. Meglio sporcare il poggiolo di casa (per la gioia di tutti i condomini) che la fedina penale.

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