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Gault&Millau 2021: per la prima volta in Alto Adige due chef premiati con 5 cappelli

4 Dicembre 2020

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Gault&Millau 2021: per la prima volta in Alto Adige due chef premiati con 5 cappelli

Finalmente una buona notizia per il settore alberghiero e gastronomico, colpito dalla crisi legata al Coronavirus. Due ristoranti dell’Alto Adige sono stati premiati con 5 cappelli: accanto al ristorante St. Hubertus a San Cassiano dello chef Norbert Niederkofler, anche la Trenkerstube a Tirolo con lo chef Gerhard Wieser ha ricevuto questo importante riconoscimento gastronomico. Inoltre, il numero di ristoranti premiati in Alto Adige è salito da 98 a 106. Gli ambiti premi per l’arte culinaria d’eccellenza sono stati consegnati da Gault&Millau Austria. Grazie ad una cooperazione di IDM Alto Adige con la guida, i ristoranti premiati compariranno nella pubblicazione e avranno in questo modo ampia visibilità. Inoltre, per la prima volta nel 2021 sarà pubblicata una guida alberghiera, che include anche 247 hotel altoatesini.

Lockdown, orari di lavoro limitati ed elevate misure di sicurezza: quest’anno il settore gastronomico e ricettivo non ha attraversato un periodo facile. Tuttavia, il tema del “mangiare e bere” non perderà assolutamente la sua importanza, come dimostrano diversi studi, tra cui il Food Report 2021, che sottolinea che il cibo e le bevande di qualità sono diventati ancora più importanti. Soprattutto in Alto Adige, questa tematica è una delle competenze chiave della destinazione, ed è per questo che continuerà a svolgere un ruolo centrale anche nella promozione turistica. «La cucina stellata dell’Alto Adige è la quintessenza delle prelibatezze culinarie locali e un’attrattiva per gli ospiti che ritengono la “buona cucina” un importante motivo di viaggio. Come conferma la nuova Guida Gault&Millau 2021, nel nostro territorio il numero di ristoranti eccellenti è particolarmente elevato. Quest’anno il numero di ristoranti premiati infatti è salito a 106. Naturalmente siamo molto soddisfatti che l’Alto Adige ora abbia ben due ristoranti con 5 cappelli. Questo è un beneficio duraturo, poiché si rafforza la nostra reputazione come destinazione turistica e del gusto, nonostante la pandemia», afferma il presidente di IDM Hansi Pichler.

Anche l’Unione Albergatori e Pubblici esercenti (HGV) è consapevole dell’interesse per il tema del gusto – in vacanza, ma anche a casa: «L’attenzione per questa tematica è notevolmente aumentata negli ultimi anni, e questo interesse non è assolutamente mutato durante la pandemia», afferma Manfred Pinzger, presidente di HGV. «Per l’Alto Adige è molto importante che i suoi ristoranti e alberghi siano presenti in guide rinomate come la “Gault&Millau”, che godono di ampia popolarità. Non appena la pandemia lo permetterà, molti ospiti vorranno sperimentare di nuovo l’ottima cucina e l’attento servizio nei nostri ristoranti».

Dal 2021 l’Alto Adige potrà contare su due ristoranti premiati con 5 cappelli: già lo scorso anno era salito sul gradino più alto del podio il ristorante St. Hubertus dello chef stellato Norbert Niederkofler, nell’Hotel Rosa Alpina a San Cassiano. Accanto a lui quest’anno è presente anche la Trenkerstube dello chef Gerhard Wieser, nell’hotel Castel a Tirolo. Entrambi i ristoranti hanno ottenuto 19 punti su 20 e 5 cappelli. 4 cappelli abbelliscono la Gourmetstube Einhorn presso il Romantik Hotel Stafler a Mules, guidata dallo chef Peter Girtler (18 punti), il ristorante Jasmin dello chef Martin Obermarzoner a Chiusa (17,5 punti), il ristorante Zum Löwen a Tesimo con la chef Anna Matscher (17,5 punti), La Stüa de Michil a Corvara con lo chef Nicola Laera, la Tilia a Dobbiaco sotto la guida dello chef Chris Oberhammer, l’Alpenroyal a Selva di Val Gardena con lo chef Mario Porcelli, il Kuppelrain a Castelbello con lo chef Kevin Trafoier e il ristorante 1908 presso il Parkhotel Holzner a Soprabolzano con lo chef Stephan Zippl (ognugno di loro ha ottenuto 17 punti).

Altri 25 ristoranti sono stati premiati con 3 cappelli, a 34 ristoranti sono stati assegnati 2 cappelli e 37 ristoranti hanno ottenuto 1 cappello. In totale, sono ben 18 i nuovi ristoranti premiati: il ristorante AO a Bressanone, la Le Cheval ad Avelengo, il Lunaris 1964 a Cadipietra in Valle Aurina (ognuno di loro ha ricevuto 15,5 punti), l’Eden’s Park a Merano, il ristorante La Fleur a Marlengo, la Lampl Stube a Castelrotto (14,5 punti ciascuno), il b.local a Brunico, il Johnson & Dipoli a Egna e l’Osteria Acquarol ad Appiano (13,5 punti ciascuno), il ristorante Mesnerwirt ad Avelengo (13 punti), il Durnwald a Valle di Casies, il ristorante Anett a Racines, l’Alpenrestaurant Elisabeth a Sarentino, il 1477 Reichhalter e il Gretl am See (ognuno di loro ha ricevuto 12,5 punti), così come la Weiße Kreuz a Burgusio, Luis & die Buabm a San Genesio (12 punti ciascuno) e la Tree Brasserie (11 punti).

La guida Gault&Millau assegna dei premi anche negli ambiti “Service” e “Ambiente”. Il “Service Award 2021” è stato consegnato a Vincenzo Degasperi, del Johnson & Dipoli a Egna. Con l’“Ambiente Award 2021” è stato premiato il 1477 Reichhalter di Lana. Anche quest’anno sono state premiate malghe e osterie contadine. Secondo Gault&Millau le migliori malghe del nostro territorio sono il rifugio Schatzer a Eores, la Lyfi Alm in val Martello, il rifugio Fondovalle a Sesto, il rifugio Kreuzwiesenalm a Luson, la malga Kaserillalm in Val di Funes e la malga ristoro Isihütte a Redagno. Nella guida Gault&Millau 2021 sono inoltre sei le osterie contadine premiate: il Fronthof a Fiè allo Sciliar, il Griesserhof a Varna, Niedermair a Castelbello, Oberpartegger a Villandro, Wassererhof a Fiè allo Sciliar e lo Zmailer-Hof a Scena.

Per la prima volta quest’anno Gault&Millau ha anche pubblicato una propria guida alberghiera, in cui vengono presentati 664 hotel. Anche gli hotel altoatesini sono stati inseriti nella nuova guida, per un totale di 247 hotel. La guida ha incoronato come miglior hotel altoatesino del 2021 l’hotel Chalet Mirabell ad Avelengo.

La guida Gault&Millau 2021 Austria e la guida alberghiera Gault&Millau 2021 sono disponibili dal 3 dicembre.

Foto/c-IDM/Marion Lafogler

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