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Bolzano. Walther von der Vogelweide, l’uso improprio del sommo poeta

5 Dicembre 2020

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Bolzano. Walther von der Vogelweide, l’uso improprio del sommo poeta

In Piazza Walther a Bolzano, nonostante l’urgenza sanitaria in corso a causa del Coronavirus, le persone continuano a trovarsi ai piedi del Menestrello medievale messo lì alla fine dell’Ottocento su spinta dei commercianti bolzanini per esprimere la propria passione per il pangermanismo. Una vera strumentalizzazione. Oggi questo non interessa a nessuno, ma resta il fatto che la statua guarda verso sud, vale a dire verso Trento, dove gli irredentisti trentini dell’Ottocento avevano commissionato poco dopo al fiorentino Cesare Zocchi la comparsa del cantastorie tedesco, di creare la scultura in bronzo del sommo poeta italiano Dante Alighieri per esprimere la lingua e in particolare l’italianità, che fu consegnata alla città del Buonconsiglio nel 1896.
Piazza Walther originariamente era un vigneto – ricorda Claudio Calabrese in Bolzano nel segno dei tempi/Praxis Edizioni – che si estendeva fino all’attuale Duomo. Il re di Baviera Max Josef I, che ne era proprietario, lo cedette alla città nel 1808 allo scopo di realizzare una piazza. Dopo aver preso il nome di Maximilianplatz, successivamente fu dedicata all’arciduca Johann von Österreich. La piazza portò il nome del poeta tedesco Walther von der Vogelweide fino all’occupazione fascista, quando fu sfrattato in favore di Vittorio Emanuele III.
Dopo aver sostituito il nome della piazza, l’amministrazione fascista nel 1935 allontanò anche la centrale scultura, perché il poeta era entrato nell’immaginario collettivo a simbolo della cultura tedesca. Rivolto verso sud, il custode sul confine del mondo italofono rappresentava una sfida per i fascisti. Nel 1943, con l’occupazione nazista, la piazza riacquisì la vecchia denominazione tedesca e dopo un breve intermezzo durante il quale si scelse di dedicare lo spazio alla Madonna, dopo la guerra fu nuovamente ripristinato il nome di Walther. L’opera scultorea vi fece ritorno però solamente nel 1981, grazie a una delibera comunale del 1964 – ricorda ancora Calabrese.
Il grande poeta tedesco però non trovò pace neanche questa volta. Fu nuovamente rimosso nel 1984 per consentire la costruzione del garage sotterraneo, dove i facoltosi automobilisti possono tuttora parcheggiare. La rimozione questa volta durò solamente un anno. Da allora il Walther domina indisturbato le principali manifestazioni bolzanine.

 

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