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Bolzano. Osservare con attenzione per scoprire i resti di un passato non poi così lontano

7 Dicembre 2020

Bolzano. Osservare con attenzione per scoprire i resti di un passato non poi così lontano

Che a Bolzano monumenti, edifici e quant’altro ricordino ancora il fascismo non è una novità. A molti però potrebbe sfuggire un elemento presente in vicolo della Pesa, dove troviamo affisso al cornicione del finestrone della Casa della Pesa lo stemma di Bolzano. Stranamente lo stemma non mostra una stella a sei punte, come siamo abituati a vederla, ma solo a cinque. Stessa cosa sullo stemma dipinto in basso sull’affresco di Ignaz Stolz sempre in vicolo della Pesa sotto l’arco di passaggio che porta sotto i portici. Una particolarità singolare non casuale.
Come si apprende dalle fonti dell’Archivio storico del Comune di Bolzano l’attuale stemma del capoluogo altoatesino venne probabilmente concesso alla città dall’arciduca Leopoldo d’Austria nel 1381, anche se la più antica raffigurazione nota è quella presente su un documento del 1475. Si tratta di uno scudo bianco o argento, con banda rossa e al centro una stella d’oro.
A partire dalla fine del Medioevo lo stemma mantenne per secoli il suo aspetto tradizionale con la stella generalmente a sei punte. Tuttavia anche in passato successe che ci fossero delle variazioni, talvolta a cinque o addirittura a otto punte.
La questione dello stemma assunse però toni scottanti durante il fascismo, nel 1931 in occasione della registrazione dello stemma presso la Consulta araldica, quando si volle sostituire la tradizionale stella a sei punte con quella a cinque, ritenuta più “italiana”. In tale occasione lo stemma venne pure arricchito dalla corona turrita e dalle fronde di quercia ed ulivo qualificati come “Ornamenti di città”. Il fascismo impose pure una seconda, seppure esteriore modifica. Allo stemma venne aggiunto il “Capo del Littorio”, vale a dire fascio, simbolo del regime.
Si dovette arrivare agli Anni Sessanta per un seppur non ancora completo ripristino dello stemma tradizionale. Nel 1968, dopo un intenso dibattito in Consiglio comunale, la Giunta regionale approvò con un decreto apposito quanto richiesto dai consiglieri cittadini. La Regione stabilì le seguenti caratteristiche per lo stemma: “Stella d’oro a sei punte doppiata su una fascia mediana rossa e con lo sfondo argentato riportato in uno scudo”.
In seguito a richiesta del compianto sindaco Giancarlo Bolognini il competente ufficio regionale comunicò che il Comune di Bolzano poteva completare il proprio emblema degli “ornamenti esteriori da città già stabiliti con il decreto del Capo del Governo del 9 luglio 1931”. Lo stemma cittadino rimase molto simile, a parte il numero delle punte della stella, a quello adottato durante il Ventennio.
Successivamente l’Amministrazione comunale decise di adottare un’ulteriore modifica e di rendere lo stemma più lineare e coerente con la tradizione, eliminando la corona turrita e le fronde di quercia e ulivo e modificando leggermente la forma dello scudo.
Osservando con attenzione l’architettura della città si possono ancora scoprire dei relitti di un passato non così lontano.

Per approfondire la storia e cultura di Bolzano consigliamo Bolzano tra una sorpresa e l’altra di Claudio Calabrese.

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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