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Test rapidi in Alto Adige per fermare la diffusione del Covid-19

18 Novembre 2020

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Test rapidi in Alto Adige per fermare la diffusione del Covid-19

Tre minuti per fare il tampone, esito dello stesso in tempi rapidi. Si svolgerà in modo veloce e non burocratico il grande screening per il rilevamento delle infezioni da Covid-19 in Alto Adige. Da venerdì 20 a domenica 22 novembre, in 184 diverse postazioni e con 646 linee di test saranno effettuate le indagini rapide dell’antigene per la rilevazione del Coronavirus. Nel weekend tutti i cittadini sono chiamati a recarsi nel luogo più vicino alla propria abitazione per sottoporsi allo screening, secondo modalità diverse in base al Comune di residenza. Nei centri abitati più grandi, come ad esempio Bolzano, la suddivisione avviene a seconda della via in cui si risiede, mentre in molti Comuni è possibile prenotarsi. Il test si svolgerà nel rispetto di tutte le misure di igiene e sicurezza e in modo che non si creino assembramenti. Per sottoporsi all’indagine basta portare con sé la carta d’identità, possibilmente anche la tessera sanitaria, ma soprattutto è importante avere già compilati i moduli per la registrazione che sono scaricabili dal sito internet del proprio Comune e dal portale web www.provincia.bz.it/coronatest. Nel modulo si può anche indicare se è necessario il congedo per malattia in caso di risultato positivo. L’esito verrà inviato circa entro breve, dopo aver fatto il tampone, tramite e-mail e per accedervi si riceverà un codice di accesso. Se il risultato del test è positivo, la persona dovrà restare in quarantena per dieci giorni, a condizione che non sviluppi alcun sintomo della malattia (in quel caso dovrà subito avvisare il proprio medico di famiglia).

Per effettuare il test saranno operativi ogni giorno 900 tra medici e infermieri e operatori della Croce bianca e Croce rossa. Tenendo conto anche del personale amministrativo e di quello messo a disposizione dei Comuni, nelle operazioni saranno coinvolte circa 1.500 persone al giorno. “Uno screening su scala provinciale come questo – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi (18 novembre) a Palazzo Widmann – permette di identificare le fonti di infezione ancora sconosciute ed è quindi una grande opportunità per fermare la diffusione del contagio”. Il presidente ha quindi rivolto un appello alla popolazione. “E’ vero – ha detto – che sussiste il rischio di essere individuati come positivi e dover restare in quarantena, ma è un rischio ben più grave quello di infettare involontariamente i propri cari o i colleghi. Fare il test è una scelta di responsabilità verso la collettività”, ha aggiunto, precisando che il risultato dello screening sarà fondamentale per le decisioni che saranno prese nelle prossime settimane e “per poter tornare a rendere possibili l’assistenza all’infanzia, le lezioni in presenza a scuola, il lavoro, e il ritorno alle proprie abitudini”. Più sarà massiccia la partecipazione, è il messaggio, più presto sarà possibile piegare la curva dei contagi. “Se riusciamo a testare 350.000 persone – ha spiegato l’assessore alla salute Thomas Widmann  – possiamo individuare un numero sufficiente di asintomatici”. In questo modo “possiamo evitare un lockdown continuativo fino in primavera”, ha aggiunto.

Le basi giuridiche per lo svolgimento dello screening sono state gettate con l’ordinanza n.70 firmata ieri dal presidente Kompatscher. Durante lo svolgimento delle operazioni la Protezione civile altoatesina sarà nello stato di preallarme “Bravo”, ha spiegato l’assessore competente Arnold Schuler, il quale ha definito “gigantesca” la sfida organizzativa. Il gruppo operativo, in cui lavorano assieme Protezione civile, Azienda sanitaria, Comuni e organizzazioni di volontariato, “ha svolto in questi giorni un ottimo lavoro, chiarendo lo svolgimento dei processi”, ha detto Schuler. Nei Comuni con più di 10.000 abitanti, è stato spiegato, la Croce bianca provvederà, se richiesto, all’assistenza del personale in servizio. I vigili del fuoco volontari svolgeranno il servizio di sicurezza per evitare che si creino assembramenti. In riferimento allo screening per tutti gli altoatesini di età superiore ai cinque anni “che non hanno sintomi di malattia o che non hanno ancora sofferto di Covid-19” il coordinatore del progetto, Patrick Franzoni, ha parlato di “un’operazione molto ambiziosa”. “Il test rapido dell’antigene – ha aggiunto – è l’unico modo per fermare il processo di infezione identificando e isolando le persone infette asintomatiche”. “In tutti i Comuni ci sarà almeno una postazione attiva”, ha riferito il presidente Consorzio dei Comuni, Andreas Schatzer. “Sono stati selezionati luoghi  – ha aggiunto – che soddisfano i requisiti di sicurezza. Particolarmente grande è la sfida organizzativa per i Comuni grandi. A Bolzano, ad esempio, sono previste 20 postazioni diverse con 120 linee di test”.

Infowww.provincia.bz.it/coronatest

Foto, il presidente Arno Kompatscher (al centro) e gli assessori Widmann e Schuler hanno illustrato l’operazione Test rapidi in Alto Adige/c-ASP/F. Brucculeri)

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