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“Inaccettabile chiusura forzata”, indignati i commercianti al dettaglio altoatesini

5 Novembre 2020

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“Inaccettabile chiusura forzata”, indignati i commercianti al dettaglio altoatesini

  • Mentre trovano comprensibile la classificazione dell’Alto Adige come “zona rossa”, i commercianti dell’Unione Commercio e Turismo non accettano l’applicazione delle norme che ne conseguono. “Possiamo ancora capire come, nella nostra situazione di autonomia, e per la volontà di essere il più prudenti possibile, siamo classificati addirittura zona rossa. Ciò che invece ci sembra assolutamente incomprensibile è che applichiamo norme più severe delle zone rosse nel resto d’Italia. Non è una cosa che possiamo accettare – afferma infatti il presidente dell’Unione Commercio e Turismo Philipp Moser commentando l’attuale situazione circa il commercio al dettaglio.
  •  “Mentre in Alto Adige, che secondo l’Italia è zona gialla – scrive in una nota l’Unione Commercio altoatesina – il commercio al dettaglio dovrà rimanere chiuso fino al 22 novembre, le attività commerciali che qui sono vietate potranno continuare a tenere aperto addirittura nelle zone rosse del resto d’Italia. Ne fanno parte sette settori, tra i quali, per esempio, i negozi di giocattoli, i negozi di articoli sportivi e il commercio ambulante. Ormai non ci si capisce più niente”, dichiara perentoriamente Philipp Moser.
  • L’Unione Commercio chiede pertanto alla Giunta provinciale e, soprattutto, al presidente provinciale e al competente assessore, di parificare la situazione giuridica in Alto Adige. “Questa inconcepibile disparità di trattamento non è ammissibile – queste le parole del Presidente dell’Unione – da parte di nessuno! Come fa un imprenditore, con tutti i suoi collaboratori, a mandare avanti la sua attività in questa situazione di gravità a dir poco eccezionale?”
  • In foto, Philipp Moser
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