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Guide Alpine Sciatori Alto Adige vogliono lavorare, grido d’allarme, chiedono di parlare con Kompatscher

27 Novembre 2020

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Guide Alpine Sciatori Alto Adige vogliono lavorare, grido d’allarme, chiedono di parlare con Kompatscher

 “Anche se le guide alpine sciatori altoatesine lavorano all’aperto, in piccoli gruppi e lontano dalla folla, c’è il rischio di perdere un’altra stagione a causa delle restrizioni Covid-afferma il Collegio provinciale delle guide alpine e spiega che benché il lavoro della Guide alpine sia sempre stato collegato in tutti i regolamenti Covid, al turismo e all’apertura di impianti sciistici, nulla a che fare con questo”.
“Sappiamo che la lotta contro la pandemia richiede regolamentazioni drastiche e abbiamo già dimostrato di dare il nostro contributo”, spiegano i rappresentanti del Collegio Provinciale. “Restrizioni di contatto, evitare le folle, mantenere la distanza minima: Tutto questo come per tanti altri, fa parte della nostra professione già da mesi.”
Il problema è che l’esercizio della professione di guida alpina sciatore è attualmente legato al turismo in tutte le normative emanate dalla Giunta Provinciale e quindi anche all’apertura degli impianti di risalita. “Finché gli impianti non saranno aperti, c’è il pericolo di essere di fatto banditi dalla professione, anche se le condizioni sono completamente diverse”, spiegano le guide alpine.
Le guide alpine sciatori lavorano all’aperto, evitano le folle per natura e guidano soltanto piccoli gruppi e ospiti individuali. “Perciò soddisfiamo tutti i requisiti, che si applicano alle altre professioni, che sono autorizzate a svolgere il loro lavoro anche durante le restrizioni imposte dalla pandemia, semplicemente perché il rischio di infezione è minimo.”Se le guide alpine sciatori non sono autorizzate a lavorare, questo ha un doppio effetto. Da un lato su tutti coloro che praticano l’alpinismo, sia con gli sci che senza. “La formazione in montagna è uno dei pilastri della nostra professione e siamo noi a creare le condizioni che permettono alle persone di andare in montagna ben preparate, mantenendo il rischio di incidenti il più basso possibile”, spiegano le guide alpine.
Il secondo effetto riguarda le guide stesse. Il lockdown, da marzo a maggio, li aveva già privati di gran parte dell’ultima stagione di sci alpinismo e anche la stagione estiva è stata debole per molte guide. “Abbiamo ricevuto aiuti finanziari, ma purtroppo non sono sufficienti a compensare le perdite”, chiarisce il Collegio. “Non possiamo permetterci una seconda stagione di sci alpinismo annullata, metterebbe in pericolo l’esistenza di molti dei nostri membri.”
Per tutti questi motivi il Collegio Provinciale delle Guide alpine sciatori ha chiesto un incontro urgente con il Presidente Arno Kompatscher e gli assessori Arnold Schuler e Thomas Widmann. “Dobbiamo discutere una nuova classificazione della nostra professione nel mondo del lavoro in Alto Adige. Dopotutto, stiamo accorpando aspetti che vanno dai servizi al turismo e allo sport.” Questa nuova classificazione deve anche tradursi in una considerazione indipendente nell’ambito delle misure Covid. “Il nostro obiettivo è, che la politica non ci unisca alle professioni turistiche tradizionali e al turismo di massa, ma tenga conto delle specificità della nostra professione – anche e soprattutto in questa crisi.”

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