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Aree produttive in Alto Adige, costi proibitivi e vincoli urbanistici da modificare

26 Novembre 2020

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Aree produttive in Alto Adige, costi proibitivi e vincoli urbanistici da modificare

“Il costo proibitivo dei terreni nelle zone produttive, in particolare in quelle dei grandi centri urbani di fondovalle, e i vincoli urbanistici legati alla vendita dei fabbricati e all’utilizzo degli alloggi di servizio sono i problemi ancora irrisolti che rendono difficile dare una sede di proprietà alle piccole e medie imprese”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV, commentando lo studio “Aree ad elevato potenziale: zone produttive in Alto Adige – aspetti economici e prospettive”, realizzato dall’Istituto di ricerca economica della Camera di Commercio e presentato oggi.
CNA-SHV, negli ultimi 40 anni, ha realizzato 13 insediamenti produttivi multipiano per ospitare centinaia di piccole aziende, sta realizzando il 14° consorzio a Bolzano e sta programmando il 15°. Per il Consorzio Green, quello in corso di realizzazione in via Einstein, i costi del solo terreno hanno raggiunto i 420 euro al mq, sei volte più di analoghi terreni in Pianura Padana.
“Lo studio – aggiunge Corrarati – rileva che 74.000 persone lavorano nelle zone produttive altoatesine. Queste aree hanno permesso di limitare gli spostamenti facilitando il lavoro vicino casa. Zone strategiche pe lo sviluppo non solo economico, ma anche sociale, della nostra terra. Zone che permettono alle nostre aziende e ai nostri cittadini di non emigrare.  Per questi importanti motivi, occorre rivedere urgentemente i meccanismi che portano a fissare i costi di acquisto delle aree libere e di quelle da riconvertire e riqualificare, e al contempo occorre limitare i vincoli urbanistici, in particolare quelli legati agli alloggi di servizio”.
Secondo CNA-SHV “in queste zone non s’è fatta speculazione, ma sono stati creati posti di lavoro e, anno dopo anno, si genera reddito e si produce ricerca e innovazione. Alcune aree produttive, pur se piccole, sono parchi tecnologici in miniatura”.
Corrarati conclude: “Va fatta una politica economica mirata su terreni e capannoni di queste aree. Molte zone produttive sono un’aggregazione sociale e vanno progettati insediamenti dotati di servizi che agevolino le famiglie, ad esempio asili nido, parchi, ristoranti”. 

In foto, claudio Corrarati

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