Cultura & Società Ultime Notizie

Alpsim dona 10 tablet all’ospedale San Maurizio grazie all’iniziativa proposta dal gruppo social #BolzanoinComune 2.0

22 Novembre 2020

author:

Alpsim dona 10 tablet all’ospedale San Maurizio grazie all’iniziativa proposta dal gruppo social #BolzanoinComune 2.0

*La consegna ufficiale è avvenuta venerdì 20 novembre alle ore 16 all’Ospedale di Bolzano*.
*#Bolzano in Comune 2.0* continua ad essere un gruppo non solo social ma anche sociale e in questa situazione di emergenza ha deciso di donare dei tablet all’ospedale di Bolzano per consentire al grande numero di pazienti Covid-19, ed in particolare ai molti anziani di restare in contatto con le proprie famiglie.
Inizialmente l’idea era di coinvolgere i 5000 utenti del gruppo Facebook attraverso una raccolta fondi, ma successivamente, in seguito a contatti tra l’amministratore del gruppo *Max Maglione*, titolare dell’omonima agenzia bolzanina di marketing e comunicazione e la società *Alpsim*, quest’ultima si è offerta di darli gratuitamente.
Grande disponibilità ad accogliere l’iniziativa da parte del direttore *Umberto Tait*, che venerdì, alle ore 16, all’ospedale bolzanino parteciperà alla consegna, alla presenza di Max Maglione per #Bolzano in Comune 2.0 e del Team Alpsim, che oltre ai tablet donerà anche 10 Sim integrate per la connettività con abbonamento già pagato.
“In un momento così difficile per tutti bisogna essere uniti soprattutto nel donare”, sottolinea Maglione che aggiunge: “Il gruppo social #Bolzano in Comune 2.0 è da sempre vicino ai cittadini e la sua mission, come si evince dalle molteplici iniziative organizzate dal gruppo, si configura proprio in ambito sociale”.
“La nostra mission, – spiega Alpsim – è quella di portare connettività ovunque, di permettere alle persone di comunicare grazie alla nostra rete, indipendente da dove si trovino, da dove vivano. Il nostro slogan è “Alpsim, vicino a te…sempre”, quindi va da sé il provare a dare un contributo, soprattutto in un momento come questo in cui essere vicini, magari ad un parente in terapia, è così difficile”.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *