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Trio dei Virtuosi Italiani al Conservatorio di Bolzano

29 Ottobre 2020

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Trio dei Virtuosi Italiani al Conservatorio di Bolzano

Il trio per pianoforte è una delle forme più tradizionali della musica classica. Pianoforte, violino e violoncello hanno dialogato per più di due secoli tra loro, nei linguaggi di innumerevoli compositori a partire da Haydn e Mozart, passando per Beethoven, i compositori romantici, fino ad approdare al Novecento. All’inizio era il pianoforte a dominare la scena, con un suono ben diverso da quello che conosciamo oggi, forse per questo bisognoso del violino a rafforzare le linee melodiche e il violoncello a dare volume ai bassi. Poi il dialogo tra i tre strumenti si è intensificato – complice Beethoven – fino ad arrivare ad una forma in cui ognuno trova il suo spazio, la piena espressione delle sue possibilità timbriche e tecniche.

Ed eccolo nel 2020 il trio, affrontato da quattro maestri della composizione contemporanea, locale – e non solo – in un concerto a lui completamente dedicato. Il 46. Festival di Musica Contemporanea ci porta nuovamente in Conservatorio, nella Sala Michelangeli, il 31 ottobre alle ore 19.00 per ritrovare questa formazione classica riletta in una luce nuova grazie a musicisti dei Virtuosi Italiani: Alberto Martini al violino, Leonardo Sapere al violoncello e Roberto Paruzzo al pianoforte.

Si comincia con Mathias Johannes Schmidhammer e i suoi Drei Stücke für Klaviertrio. Questa partitura ha visto la luce nel contesto di una residenza ed è stata premiata nel 2014 dal Concorso Joseph Haydn dell’Università di Vienna, nonché pubblicata dall’editore Doblinger.

Il trio del compositore Hubert Stuppner Tanzsuite Nr. I für Klaviertrio reca il provocatorio sottotitolo Cabaret Voltaire 1916. Un riferimento agli eventi organizzati nel famoso circolo fondato da Hugo Ball ed Emmy Hennings a Zurigo e dallo scandalo che suscitarono nella società ben pensante le performance di musica e arte d’avanguardia. Allo stesso modo questa partitura nacque all’inizio della storia del Festival di Musica Contemporanea, all’epoca visto con sospetto a Bolzano dai circoli conservatori.

Tres è invece il trio di Marcello Fera, compositore di origine ligure, composto nel 2011 proprio su commissione del festival. Fera usa per descriverlo le parole della poetessa altoatesina Roberta Dapunt: “Tres è il mare che confina con la montagna, competono i due elementi in sfrenata comparazione. Destinati a non potersi eludere l’uno dall’altro. Eppure distinta la loro tempra, la fermezza della loro dichiarazione all’esistenza. È simmetria, armonia che abbraccia a volte, solo a volte la tenerezza. Mentre uno consuma l’altro, pigliandosi in violenta passione, l’onda e la roccia lasceranno solamente l’evidenza della loro natura […]”.

L’ultima partitura in programma è Mare bianco, di Manuela Kerer. Commissionata dall’Haydn Trio per l’omonimo festival di Eisenstadt; descrive onomatopeicamente le forme gelate dell’inverno assumendole come metafore per la pace e la solitudine invernale.

Data l’attuale situazione l’ingresso ai concerti è consentito solo con mascherina e con prenotazione, scrivendo a info@cooperativa.19.it. I biglietti prenotati verranno ritirati e acquistati presso la cassa al momento dell’ingresso.

Foto, Marcello Fera/c-Georg Tappeiner

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