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Mercatino di Natale, va in pensione dopo 29 anni di gloriosa attività

20 Ottobre 2020

Mercatino di Natale, va in pensione dopo 29 anni di gloriosa attività

Era nato nel 1991, quindi con l’edizione di quest’anno avrebbe compiuto 29 anni. Stiamo parlando del Mercatino di Natale di Bolzano che quest’anno spegnerà le luci. Il sindaco Renzo Caramaschi non se l’è sentita ieri di annunciarne l’annullamento perché spetta al presidente della Provincia Arno Kompatscher, dopo aver sentito la Giunta, pronunciare la sentenza di morte. Sarà infatti deciso oggi in Giunta provinciale cosa sarà recepito dell’ultimo decreto del presidente dei ministri (Dpcm) per promulgare la nuova ordinanza antiCovid-19 di Palazzo Widmann. Cibi e vivande non potrebbero essere consumate, altrettanto dicasi del tradizionale vin brulè: insomma tutte le tradizioni delle feste popolari sono sospese. Pertanto cosa resterebbe del festoso Mercatino natalizio considerando che anche i banchetti con le altre merci sono in forse ?
Ora giunge anche la decisione dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige che ha deliberato l’annullamento in provincia dei Mercatini di Natale di quest’anno. A deciderlo all’unanimità, dopo una lunga discussione, è stato ieri sera (lunedì, 19 ottobre 2020) il massimo organo rappresentativo dell’Unione.
“Abbiamo valutato gli sviluppi degli ultimi giorni con rinnovata attenzione. Sulla base della nuova ordinanza d’urgenza l’offerta gastronomica ai Mercatini non è più possibile. E senza stand gastronomici i Mercatini perdono molta della loro attrattività, anche per i gestori degli stand”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser chiarendo uno dei motivi principali per la decisione. Secondo dei calcoli di massima interni, e dopo aver consultato i gestori degli stand dei cinque maggiori Mercatini di Natale, è risultato chiaro che le spese attualmente previste non potrebbero in alcun modo essere coperte dai guadagni prevedibili.
Si tratta anche di evitare gli assembramenti di persone e di ridurre al minimo il rischio di contagio, precisa Moser. La salute di tutti rimane la massima priorità. In questa fase particolarmente delicata bisogna evitare al massimo ulteriori lockdown – per il bene dei datori di lavoro e dei dipendenti. “Assistiamo quotidianamente a un aumento di contagiati, e le previsioni non lasciano sperare in un’inversione di tendenza”, chiarisce il presidente dell’Unione.
“Ciò non vuol dire nascondere la testa nella sabbia. Al contrario: in questo momento abbiamo l’opportunità unica di ripensare questo vero e proprio segno di riconoscimento dell’Alto Adige, ideando nuovi modelli e contenuti, per ripartire nel 2021. I centri urbani dell’Alto Adige vivono della loro attrattività, qualità della vita e frequenze delle persone

Giornalista, scrittrice, editore.
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