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Kompatscher, assurda sfida ideologica contro l’Italia

29 Ottobre 2020

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Kompatscher, assurda sfida ideologica contro l’Italia

Le dichiarazioni del Presidente Kompatscher con cui manifesta l’intenzione di allinearsi a Austria e Germania nell’inasprimento delle misure anti Covid sono gravissime, irresponsabili e inaccettabili – dichiara il consigliere regionale Alessandro Urzì in una nota al nostro giornale. 
Secondo il consigliere la decisione di retrocedere dalle decisioni assunte solo pochi giorni fa in aperta sfida allo Stato (non al governo, si badi bene, sempre ben sostenuto dalla Svp in Parlamento) sono il frutto della scontata impugnazione della ordinanza di Kompatscher per lesione dei confini costituzionali fra competenze della Provincia e dello Stato. Una figuraccia barbina, una illusione mortificante per tutti i gestori di attività economiche locali giustificata dalla tentazione di affermare “alla catalana” poteri straordinari che la Provincia non ha perché non è uno Stato ma una Provincia, benché autonoma.
Ora, di fronte alla impugnativa in partenza Kompatscher ed i silenti assessori della Lega che solo tre giorni fa ridacchiavano dicendo di avere salvato orari prolungati e teatri aperti, decidono di, in aperta sfida verso l’Italia, di allinearsi ai protocolli di Austria e Germania (peraltro più pesanti di quelli nazionali).
Insomma colpiscono l’economia locale ma lo fanno scimmiottando Austria e Germania, insultando l’Italia, dichiarando di volere scegliere sempre e comunque una via diversa, anche se ben più dura, si badi bene! E nel silenzio integrale della Lega che accetta che il mondo di riferimento dell’Alto Adige non sia più l’Italia ma i Paesi oltreconfine –
continua Urzì secondo il quale invece di perseguire una assurda e irresponsabile azione ideologica scimmiottando la Catalogna Kompatscher e i suoi assessori dovrebbero dirci piuttosto quali sono i provvedimenti messi in campo per aiutare la nostra economia, i nostri commercianti, i nostri titolari di palestre e di tutte le altre attività colpite. Lo chiederemo in Consiglio provinciale, altro che “puro atto formale” (come è stato definito da Kompatscher) l’approvazione del prossimo bilancio in aula – conclude il consigliere. 

Foto, Alessandro Urzì

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