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Streghe in Alto Adige negli anni di Raffaello e Leonardo

2 Settembre 2020

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Streghe in Alto Adige negli anni di Raffaello e Leonardo

Tra il 1506 e 1510 vengono processate a Castel Presule in Alto Adige 9 donne provenienti dall’Altopiano dello Sciliar, ma dalle loro deposizioni si può desumere che un numero ben più grande di donne furono processate in un altro momento, e da un altro tribunale perché residenti in giurisdizioni limitrofe. Gli atti dei processi, dopo essere conservati a Castel Presule, sono stati trasferiti nel diciannovesimo secolo al Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck, dove si trovano tuttora. Questi i nomi delle nove imputate: Anna Jopstin, Juliane Winklerin, Katharina Haselriederin, La Messnerin (sagrestana) di Sankt Cristanzen, Anna Miolerin, Anna Oberharderin, Magdalena Astnerin e Kunigunde Bodenlangin. Presso il castello del processo risedevano i Colonna, signori di Fié, dove aveva sede il “Malefizgericht” – il tribunale competente per i delitti che implicavano la pena di morte.

Il viaggio di Anna Jobstin, la regina del Sabba

Il processo inizia di martedì a Castel Presule nel 1506. Il giorno e il mese sono sconosciuti. Anna giura sui Vangeli e sul suo onore di dire la verità. Poiché nega decisamente di aver commesso alcunché di male viene sottoposta alla tortura. Durante l’interrogatorio, ripetutamente sollecitata a dire quanto ricordi della sua infanzia fino al giorno del processo, Anna risponde di non saper cosa dire.
“Tiratemi giù ché vi dirò tutto” dice infine dolorante.
“Dunque?” – interviene il giudice.
“34 anni fa era una notte di giovedì, stavo tornando da Landeck, dove ero stata a pascolare i maiali. Ad un certo punto mi sentii tutta avvolta da uno strano brusio, come una specie di ronzio. Era un rumore che veniva dalla terra, e veniva su verso di me, e sentivo attorno al corpo come se avessi avuto tanti veli. Mi sentivo come schiacciata, come se il cielo e la terra mi venissero addosso. Poi ero leggera e lentamente sentivo che i piedi non toccavano più la terra. Mi sentivo sollevata di peso, e senza che facessi niente ritornavo indietro verso Landeck, dalla strada da dove ero venuta.”
“Era il Diavolo che ti trasportava?” – chiedeva Berchtold von Lafay, il giudice.
“Non so chi era, è stato solo un momento.”
Viene invitata a ricordare bene, se non vuole essere nuovamente torturata.

Per saperne di più vale la pena leggere I giochi delle Streghe di Pinuccia di Gesaro, Praxis Edizioni, Bolzano, acquistabile presso tutte le librerie.

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