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Per la prima volta una politica della mobilità razionale a Merano

17 Settembre 2020

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Per la prima volta una politica della mobilità razionale a Merano

“Se non si cercasse di ingannare gli elettori, ci sarebbe da farsi una bella risata”. Il sindaco Paul Rösch non prende alla leggera gli attacchi dell’SVP alla politica della mobilità. “Oserei dire che siamo stati i primi, dopo anni di stagnazione, ad attuare una politica della mobilità ragionata e coerente per Merano”.
Il tunnel di Monte Benedetto, il garage in caverna, il centro di mobilità: soprattutto in riferimento ai grandi progetti l’SVP ha accusato il sindaco – con il quale è stata al governo della città per cinque anni – di fallimenti o addirittura di ostruzionismo. Sarebbero stati i Verdi a impedire per anni il tunnel di di Monte Benedetto. “Questa accusa viene da un partito che ha governato per decenni a Bolzano e Merano, il che significa che avrebbe avuto almeno 30 anni di tempo per far avanzare il tunnel”, ha detto Rösch. “Il fatto che non sia stato ancora completato è dovuto esclusivamente a disaccordi all’interno dell’SVP di Merano e tra le precedenti amministrazioni e la Provincia.
Altrettanto falsa è l’insinuazione che lui – Rösch – fosse contro il tunnel. “Ero contrario a che venisse vista come una panacea per la politica della mobilità”, ha detto il sindaco. “Per me il tunnel di Monte Benedetto ha senso solo se combinato con il garage in caverna, liberando così la città non solo dal traffico di transito della Passiria e di Tirolo, ma anche dai veicoli dei turisti del circondario”, ha detto Rösch. Uno dei suoi primi atti ufficiali fu quindi lo scambio di terreni con la Provincia, necessario per l’inizio della costruzione del tunnel, e il successivo trasferimento del cantiere comunale. “Questo scambio era rimasto fermo per anni”, ha detto il sindaco.
Anche il garage in caverna ha preso forma solo negli ultimi anni. “Siamo stati noi ad avviare la gara d’appalto e a creare così le condizioni per la costruzione del garage”, spiega il sindaco. Il bando comprendeva anche lo spazio per il collegamento ad una futura funivia per Scena e Tirolo. “Questi due collegamenti indipendenti dalla strada sono i veri progetti futuri per la nostra città”, dice Rösch, che per la prima volta è riuscito a raggiungere il consenso con i comuni vicini e a presentarlo congiuntamente alla Provincia.
Infine, per quanto riguarda il centro di mobilità della stazione ferroviaria di Merano, c’era stato un progetto della precedente amministrazione, che però non si basava su un piano per la mobilità della zona o di sviluppo urbanistico. “Un semplice ampliamento della stazione degli autobus non è sufficiente, e il tunnel previsto sotto viale Europa avrebbe solo attratto più traffico verso la città e soprattutto verso il quartiere Wolkenstein”, ha detto Rösch.
“Questo progetto sarebbe stato in contraddizione con l’obiettivo di alleggerire il carico di traffico sulla città attraverso il tunnel di Monte Benedetto”.
Per affrontare questi problemi, l’amministrazione comunale, con il coinvolgimento dei cittadini, ha sviluppato un piano della mobilità organico, sul quale si basa anche il progetto del centro di mobilità presentato in autunno. Prevede la riprogettazione di tutta l’area intorno al Prader, via IV Novembre e viale Europa: con un parcheggio sotterraneo, un nuovo terminal degli autobus, il collegamento con la stazione ferroviaria e con le piste ciclabili, parcheggi a rotazione, un posteggio per i taxi, corsie preferenziali per i mezzi pubblici e un padiglione in cui potrà spostarsi il mercato, che finora si svolge sul Prader.
“Quest’ultimo punto è anche l’unico a cui si è opposta la Provincia”, dice Rösch. Per creare il padiglione del mercato, le fermate degli autobus dovrebbero essere abbassate e la Provincia si oppone a tale abbassamento. “Le trattative sono in corso e l’SVP deve capire che un tale progetto non può essere portato a termine in poche settimane”, ha detto il sindaco.
“Soprattutto dopo aver dimostrato per molti e molti anni come si pratica l’immobilismo nella politica della mobilità.”

Foto, Paul Rösch.

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