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Innovazione. Implementazione Smart Working nei contratti collettivi, la proposta di Team K.

14 Settembre 2020

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Innovazione. Implementazione Smart Working nei contratti collettivi, la proposta di Team K.

Il Team K. intende avanzare in consiglio provinciale una proposta per implementare lo Smart Working nell’amministrazione provinciale attraverso i contratti collettivi. Inoltre, occorre esaminare quali servizi pubblici possono essere offerti in periferia.
A causa della pandemia, in un breve lasso di tempo molti dipendenti si sono ritrovati a lavorare da casa, tra i quali migliaia di dipendenti della pubblica amministrazione. Ciò  dimostra che moltissimi servizi possono essere eseguiti in maniera smart, cioè da casa e in modo decentralizzato. Quando è il lavoro a venire dalle persone e non viceversa, il pendolarismo si riduce notevolmente. Con questa riduzione del traffico migliora conseguentemente la qualità della vita degli abitanti della città e dei dipendenti che non sono più esposti al quotidiano stress del pendolarismo, spiega Maria Elisabeth Rieder del Team K.  Dopo i mesi di crisi e il necessario passaggio allo Smart Working, è giunto il momento di fare un bilancio e di verificare se e come lo Smart Working potrà avvenire in futuro. Il telelavoro, lo Smart Working o l’ufficio a domicilio richiedono disciplina e le giuste attrezzature. “Sarebbe anche concepibile avere posti di lavoro condivisi in edifici pubblici vuoti o inutilizzati, che servono a più scopi contemporaneamente: decentralizzare i servizi, evitare il pendolarismo e rafforzare l’economia locale. Dopo tutto, la gente di solito fa acquisti dove lavora”, spiega Rieder.
In un sondaggio condotto dall’amministrazione provinciale, la stragrande maggioranza dei dipendenti ha valutato positivamente l’ esperienza in home office e in futuro vorrebbe continuare a lavorare in forma mista, sia sul posto di lavoro che a casa. “Lo Smart Working non deve in nessun caso essere presentato come una panacea per la compatibilità tra famiglia e carriera”, avverte Rieder. Lo Smart Working non sostituisce l’assistenza all’infanzia. Lavorare da casa rende più facile, soprattutto per le donne, organizzare l’assistenza all’infanzia, ma non può certo sostituirla. Ad esempio, se un dipendente vive in Valle Aurina e inizia a lavorare a Brunico alle 8 del mattino, non può portare i bambini all’asilo, alla scuola materna o a scuola prima di quell’ora. Se invece inizia l’orario di lavoro intelligente alle 8 del mattino a casa sua, questo non è un problema e si evita lo stress del pendolarismo. Chiediamo pertanto l’implementazione di un contratto collettivo per lo Smart Working. Le condizioni di lavoro, gli orari di lavoro e gli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro devono essere definiti e negoziati. Così come il controllo qualità può essere effettuato dal Homeoffice – è la proposta del Team K.

Foto. Maria Elisabeth Rieder

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