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I tumulti minacciano la stabilità nella regione

8 Settembre 2020

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I tumulti minacciano la stabilità nella regione

In seguito alle elezioni parlamentari in Montenegro, negli ultimi giorni si sono verificati episodi di violenza che l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) considera preoccupanti. Dopo che il 30 agosto 2020 l’opposizione aveva conquistato una stretta maggioranza, gli uffici delle minoranze sono stati attaccati durante le celebrazioni per la vittoria elettorale, tra l’altro nella città di Pljevlja. Belma Zulcic, direttrice della sezione della Bosnia Erzegovina dell’APM, riferisce che le finestre della rappresentanza della comunità islamica sono state rotte e sono stati lasciati messaggi che minacciavano una “nuova Srebrenica”. Queste violenze rischiano di destabilizzare l’intera regione dei Balcani occidentali.
I partiti di opposizione, in gran parte religiosi-nazionalisti e filo-serbi, si oppongono all’imminente adesione del Montenegro all’UE aspirando invece a rafforzare i legami tra il paese e la Serbia e la Russia. Da qualche tempo si colgono segnali evidenti che le forze di sicurezza russe e serbe stanno cercando di destabilizzare il Montenegro, soprattutto da quando il Paese è entrato nella NATO nel 2017. Anche durante la campagna elettorale, alcuni partiti dell’opposizione hanno alimentato insicurezza e odio. Avevano glorificato i criminali di guerra e le loro azioni e si erano detti favorevoli alla costruzione di monumenti per fascisti e criminali. L’UE e la NATO hanno la responsabilità speciale di prevenire un’escalation in Montenegro e di garantire la sicurezza delle minoranze. La destabilizzazione del Paese colpirebbe l’intera regione e ritarderebbe ulteriormente l’adesione dei Paesi dei Balcani occidentali all’UE. Anche il Montenegro in quanto membro della NATO, deve contribuire alla stabilità della regione.
I partiti che attualmente occupano 41 degli 81 seggi complessivi nel parlamento montenegrino, hanno già annunciato che chiederanno il ritiro dalla NATO e l’allontanamento dall’UE. Vogliono annullare il risultato del referendum a favore dell’indipendenza del Montenegro tenutosi nel 2006 e non riconoscere più il Kosovo come Stato. In un momento di intense trattative per raggiungere un accordo tra Serbia e Kosovo, tali annunci sono pericolosi e potrebbero anche contribuire a una nuova escalation di violenza oltre l’area del Montenegro.
Secondo l’ultimo censimento del 2011, in Montenegro vivono circa 620.000 persone. Il 44,98 per cento della popolazione appartiene all’etnia montenegrina, il 28,73 per cento alla serba, l’8,65 alla bosniaca e il 4,91 all’albanese. Ci sono anche diverse piccole minoranze.

Foto, Sveti Stefan, Montenegro/c-Mauro di Vieste.

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