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BOLZANO FESTIVAL BOZEN, GRIGORY SOKOLOV all’Auditorium

25 Agosto 2020

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BOLZANO FESTIVAL BOZEN, GRIGORY SOKOLOV all’Auditorium

Il Bolzano Festival Bozen taglia il traguardo dell’ultimo giorno di concerti. La fine di un festival che segna anche un po’ il finire dell’estate, una stagione che è stata ricchissima di concerti, di giovani talenti, di musica open air e grandi artisti malgrado la situazione particolare dettata dall’emergenza covid.

Il bilancio è rassicurante: la città ha ancora sete di musica dal vivo, di cultura e di spettacoli e ha partecipato con grandissimo entusiasmo alla rassegna segnando il tutto esaurito in buona parte degli appuntamenti.

Il 29 agosto si comincia fin dal mattino con la rassegna Haydn in Cortile, in cui gli strumentisti dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano si sparpagliano per la città per portare la musica classica direttamente sotto le finestre dei cittadini. Quest’ultimo appuntamento si terrà in 5 cortili sempre alle 11.00 (via Dante 1, via Crispi 38) e alle 19.00 (vicolo del Bersaglio 9, via Firenze 11, Piazza Vittoria 13). Dal Quartetto Americano di Dvorak ad Adios Nonino di Piazzolla, di musica ce n’è per tutti i gusti.

È fortemente consigliata la prenotazione che può avvenire alle casse del Teatro Comunale oppure online al sito www.ticket.bz.it, oppure via mail all’indirizzo info@ticket.bz.it

Il Festival si conclude dunque così come si era aperto quasi un mese fa. Oltre ai concerti nei cortili si ripete anche in Piazza Walther alle 17.00 la performance sonora del compositore Eduard Demetz realizzata registrando 28 campane di Bolzano. Attraverso 8 altoparlanti le tracce rielaborate creano una performance stereofonica a cui si fonde il suono live delle campane del Duomo. Questo suono antico, ormai privo di uno scopo pratico ma ricco di valori simbolici chiude dunque questo mese di concerti che sfidando le condizioni avverse hanno riportato la musica dal vivo a Bolzano.

È una leggenda vivente della classica, figura chiave, quasi mitica, del panorama internazionale fin dal 1966, anno della vittoria del Concorso Tchaikovsky di Mosca all’età di sedici anni. International piano l’ha definito il più grande pianista vivente, mentre Le Figaro l’ha battezzato extraterrestre, per il suo carattere schivo e l’idiosincrasia per lo star system. Rarissime le sue interviste, le apparizioni video, i dischi, la partecipazione alla vita mondana. Anche per questo il ritorno di Grigory Sokolov all’Auditorium di Bolzano, sabato 29 agosto alle 20.30, ha un sapore ancor più speciale.

Il grande pianista russo ha intrecciato con la città un rapporto di grande affetto: dal 2008,

anno dopo anno, il suo pubblico è cresciuto a tal punto da contare oggi numerosi appassionati che accorrono da tutta Italia per assistere ai suoi recital.

La cifra che rende unico il suo approccio è il valore assoluto dato alla musica eseguita dal vivo, colta nel suo flusso irripetibile, suonata prevalentemente in solitaria. L’intensità delle sue interpretazioni poggia su una profonda cultura musicale degli autori di tutte le epoche, dal XVII secolo fino ai contemporanei. Il vastissimo repertorio, eseguito instancabilmente nel corso di lunghi tour in tutta Europa, spazia dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale, alla musica di Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin e Brahms, così come le famose composizioni del ventesimo secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schoenberg e Stravinsky.

A Bolzano, il concerto che lo vedrà protagonista sarà interamente dedicato ad un’altra stella del pianismo come Arturo Benedetti Michelangeli, cui cade nel 2020 il centenario della nascita. Ad unire questi due giganti è la ricerca della perfezione esecutiva e la fedeltà alla partitura. Così come per Sokolov, la ricerca del suono di Michelangeli, la compostezza e l’armonia delle sue esecuzioni sono entrate nella storia. Le registrazioni del pianista italiano, nato a Brescia nel 1920, si tratti delle opere di Debussy, Scarlatti, Chopin, Ravel, Schumann o Beethoven, o delle Variazioni su un tema di Paganini di Brahms, sono considerate un ineguagliabile punto di riferimento.

Il recital di Sokolov esplorerà il Preludio e Fuga K 394 per pianoforte, nato in un periodo di attento studio di Mozart sulle fughe di Bach, e la Sonata n.11 in la maggiore per pianoforte, destinata ad imporsi come la più celebre fra tutte le Sonate di Mozart per la peculiarità dell’ultimo tempo, il cosiddetto Rondò “Alla turca”, ben noto anche al di fuori degli ambienti della musica colta.

Seguirà il Rondò K. 511, terminato da Mozart l’11 marzo 1787: una pagina sorprendente, di dimensioni inconsuete e di contenuto quasi improprio rispetto alla giocosa forma del rondò; sobria nella scrittura, si apre con un tema dal sapore vagamente esotico e dal carattere malinconico che, puntualmente, si ripresenta nel corso del pezzo, alternandosi con delle sezioni di ambientazione analoga. Chiude questo percorso in memoria di Michelangeli una selezione di brani da Bunte Blätter op. 99, di Robert Schumann.

Grigory Sokolov è nato a San Pietroburgo nel 1950. Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di cinque anni e, due anni dopo, con Liya Zelikhman presso la Central Special School del Conservatorio di Leningrado. Il prodigioso talento di Sokolov è stato riconosciuto nel 1966 quando, a 16 anni, è diventato il più giovane musicista a ricevere l’ambita Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale Tchaikovsky di Mosca. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Sokolov ha iniziato un’intensa attività nelle principali sale da concerto e festival di tutto il mondo. Si è esibito con orchestre di altissimo livello come – fra le altre – New York Philharmonic, Orchestra reale del Concertgebouw, London Philharmonic Orchestra, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e Münchner Philharmoniker prima di decidere di concentrarsi esclusivamente sui recital da solista. Sokolov si esibisce in circa 70 concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un unico programma. Nella sua lunghissima carriera ha collaborato come solista con i più grandi direttori d’orchestra tra cui Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Herbert Blomstedt, e con le orchestre più celebrate quali la New York Philharmonic, Montreal Symphony, Münchner Philharmoniker, Leipzig Gewandhaus, Philharmonia e Amsterdam Concertgebouw. Al suo attivo ha numerose incisioni, per lo più dal vivo.

www.bolzanofestivalbozen.it

Foto, Sokolov/© Anna Flegontova.

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