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Nessun cambio di direzione per il Giardino vescovile di Bressanone

1 Luglio 2020

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Nessun cambio di direzione per il Giardino vescovile di Bressanone

Oggi il Consiglio provinciale ha respinto la mozione del Team K per rivalutare il finanziamento provinciale del progetto Heller nel Giardino vescovile di Bressanone. La crisi legata al coronavirus deve essere vista in molti settori come un’opportunità per ripensare le decisioni prese. A quando pare la voce di molti cittadini di Bressanone – che chiedevano appunto una rivalutazione del finanziamento – non ha trovato ascolto presso la maggioranza.

“Una rivalutazione del progetto sarebbe stata necessaria per diversi motivi. Il progetto Heller è finanziato all’80% dalla Provincia, e il Consiglio provinciale deve poter dire la sua. Non vogliamo certo infierire sulle decisioni dei consigli comunali, ma in questo progetto si spendono milioni di euro di soldi pubblici. È giusto quindi porsi delle domande”, dice Franz Ploner.

Sarebbe ancora possibile tornare al precedente progetto vincitore nel 2015. Il progetto in questione, a differenza di quello dell’artista Heller, è il risultato di un concorso internazionale e di un processo partecipativo, e inoltre potrebbe essere realizzato rapidamente e a costi molto inferiori.

Nel suo intervento Alex Ploner ha sottolineato i cambiamenti nel settore del turismo culturale. “In futuro, la gente cercherà sempre più offerte autentiche e radicate nel territorio. A mio parere, il giardino dovrebbe diventare un luogo di incontro per la popolazione di Bressanone, aperto a tutte le generazioni e offrire a tutte le generazioni l’opportunità di incontrarsi, e di questo giardino potranno godere anche gli ospiti. Dubito che questo si possa realizzare con un giardino ‘dedicato al silenzio’. Le persone vanno nei boschi o in montagna per questo, non cercano il silenzio in un giardino in mezzo alla città, se questa città è circondata dalla natura. Spendere 1,4 milioni di euro per un artista viennese, mentre alcuni artisti altoatesini in questo periodo di crisi devono vendere i loro strumenti per pagare l’affitto, è un pessimo segnale”, dice Alex Ploner.

I fondi per finanziare il nuovo progetto si potevano utilizzare in via prioritaria per ammortizzare le conseguenze sociali della pandemia sui cittadini invece di concentrarsi sulle attrazioni turistiche.

“Ho avviato questo dibattito perché bisogna tener conto degli sconvolgimenti sociali ed economici in corso. A quanto pare la voce dei cittadini di Bressanone, che vogliono vedere per primi i progetti di attuazione e soprattutto un piano economico completo prima che arrivi l’impegno finanziario provinciale, non ha trovato ascolto presso la maggioranza” conclude Franz Ploner.

Foto, Alex Ploner e Franz Ploner. 

 

 

 

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