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Il soldato Musil a Bolzano quando la sua amata-odiata Kakania era sul baratro

29 Luglio 2020

Il soldato Musil a Bolzano quando la sua amata-odiata Kakania era sul baratro

Fu direttore della “Soldaten-Zeitung”, il giornale delle truppe austriache che durante la Grande Guerra usciva a Bolzano tra il 1916 e il 1917. Dall’ambiente locale Robert Musil trasse molti spunti, anticipando i temi di opere successive.

“11 giugno 1916. Arrivo nella buissima Bolzano. Il cameriere della stazione ferroviaria mi conduce all’albergo che mi è stato raccomandato.
12 giugno 1916. Città: negozio di barbiere. Vetro, marmo, bottiglie, bottigliette; nelle vetrine le mille dolcezze della vita agiata; niente che si porti ancora addosso la crosta di terra, la sporcizia e i disagi della natura. Città: bagno in vasca, ciliegie, fragole, insalata di cetrioli, confetture, birra Pilsen, vino che non sappia di pelle di montone. E ancora, Umore caratterizzato da un misto di speranza e disperazione. Determinato da Bolzano – scrive Musil nei “Diari” editati dalla Casa editrice Einaudi nel 1981.

Robert Musil descrive così il suo arrivo nella città di Bolzano, reduce da lunghi mesi trascorsi sul fronte trentino come ufficiale delle Armate asburgiche. Bolzano e tutto il Tirolo erano allora rinomati luoghi di cura: Freud, Kafka, Mahler, e molti altri intellettuali asburgici trascorsero in questa terra ai margini dell’Impero periodi di tranquillità e di cura, di studio e di riflessione. Musil, invece, si trattenne a Bolzano un anno, come redattore della “Soldaten-Zeitung”, il settimanale propagandistico-militare dell’esercito imperiale, che aveva come sede il Comando d’Armata Prinz Eugen a Bolzano.
Nato a Klagenfurt in Carinzia il 6 novembre 1880, aveva vissuto e attraversato i segni dello sradicamento tipico della monarchia austroungarica, contraddistinto dal senso di precarietà e di spaesamento che avrebbe in seguito caratterizzato uno dei fondamentali nodi teorici della decadenza.
Fin da ragazzo il giovane Robert studiò nelle Accademie e nei collegi militari, ma nel 1897 abbandonò la carriera militare per iscriversi al Politecnico di Brünn in Moravia. Qui maturò le prime esperienze letterarie senza però ottenere riconoscimenti pubblici. Si diplomò ingegnere nel 1903 e si iscrisse all’Università di Berlino dove seguì corsi di filosofia e psicologia. Riprese in questo periodo la sua attività di scrittore pubblicando con successo il primo romanzo, nel 1906 “I turbamenti del giovane Törless”. Questa prima opera realizza il suo progetto di scrittura nella quale la fusione di ricordo e analisi produce la forma del narrare.
I “Diari”, che impegnarono lo scrittore nel periodo trascorso a Bolzano, testimoniano un segno caratteristico della sua narrazione. Per Musil annotare gli stessi fatti quotidiani è la vera e propria missione del narratore.
Musil giunse in Sudtirolo, alla periferia dell’Impero, proprio quando la monarchia plurinazionale era giunta all’estremo della sua decadenza. La guerra mostrò allo scrittore la metafora dell’Austria dei popoli, affacciata sul baratro della incomunicabilità delle lingue e delle culture, al limite del mondo della sicurezza e della pluralità.

Foto. Robert Musil

 

Giornalista, scrittrice, editore.
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