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Frana presso il cantiere per la costruzione del nuovo impianto a fune malga Frommer-rifugio Coronelle

7 Luglio 2020

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Frana presso il cantiere per la costruzione del nuovo impianto a fune malga Frommer-rifugio Coronelle

La settimana scorsa in prossimità del cantiere per la costruzione del nuovo impianto a fune malga Frommer-rifugio Coronelle e della Laurin Lounge si è staccata una grande frana. Le associazioni ambientaliste locali e nazionali sono seriamente preoccupate del danno al paesaggio in un ambiente così sensibile e delicato e molto vicino al patrimonio Dolomiti Unesco.

Il cantiere per la costruzione del nuovo impianto “Re Laurino”, che congiungerà malga Frommer al rifugio Coronelle, è aperto dallo scorso mese di giugno. In corrispondenza della nuova stazione di monte interrata, a circa 2300 m di quota, sono previsti movimenti terra con fronti di scavo alti fino a 15m e volume di circa 6100 m3.

La settimana scorsa, parallelamente ai lavori di scavo per la stazione di monte sotto il rifugio Coronelle si sono verificate due frane, la prima durante la notte fra giovedì e venerdì, seguita da una seconda di maggiori dimensioni la notte successiva.

Nel febbraio 2019 i Club Alpini AVS e CAI hanno rilasciato un comunicato stampa congiunto in cui si sono espressi a favore della riduzione della capacità di trasporto e del ridimensionamento del progetto della funivia, in modo tale da renderlo compatibile con l’ambiente. “Soprattutto in prossimità delle aree protette, la natura e il paesaggio alpino devono essere trattati con attenzione”, ha dichiarato Claudio Sartori, Presidente del CAI Alto Adige. A pochi metri dal rifugio Coronelle e dal cantiere si trovano i confini del Parco Naturale Sciliar-Rosengarten, protetto inoltre anche come zona Natura 2000 e Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco.

In una lettera del 14.02.2019 al Presidente della Provincia e agli Assessori provinciali Alfreider e Kuenzer, l’AVS ha espresso il suo timore per il fatto che per questo importante intervento, all’interno di una area estremamente sensibile, non sia stato necessario effettuare una Valutazione di Impatto Ambientale, ma è stato possibile applicare la procedura di approvazione cumulativa, che però non prevede la partecipazione del pubblico. A questo si è arrivati a causa della decisione della conferenza dei servizi del 17.10.2018, nella quale venivano anche richiesti miglioramenti significativi al progetto. Successivamente con il parere del 21.04.2019, rilasciato in seguito al progetto di variante presentato dalla Latermar Carezza srl, la Conferenza dei Servizi ha stabilito la riduzione della capacità massima da 2400 a 1800 persone/ora e ha imposto 28 prescrizioni. “Il numero così elevato di prescrizioni dimostra da solo la notevole dimensione del progetto”, ha dichiarato il presidente dell’AVS Georg Simeoni.

Il Catinaccio è una delle montagne più simboliche delle Dolomiti. Le associazioni di protezione ambientale Dachverband für Natur- und Umweltschutz, Heimatpflegeverband Südtirol, AVS, CAI e Mountain Wilderness sono colpite ed estremamente preoccupate a causa degli importanti danni al delicato ambiente alpino. Questo monito è stato palesato da molti anni, relativamente ai progetti che prevedono opere di grandi dimensioni, proprio a causa delle conseguenze negative che questi comportano.

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