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Donne ingegnere, crescono le iscritte all’Ordine

18 Luglio 2020

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Donne ingegnere, crescono le iscritte all’Ordine

Sono 91 le ingegnere iscritte all’Ordine di Bolzano, le loro competenze a servizio del territorio. Il consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Bolzano Silvia Santagati: «Aumentano le donne in Ingegneria, ma dobbiamo ancora lavorare per ridurre i divari di genere»

Un matrimonio ancora troppo sottovalutato quello tra le donne e le professioni tecniche. In Provincia di Bolzano infatti sono sempre di più le donne che svolgono un lavoro di tipo tecnico nei settori e rami di competenza più svariati, mostrando professionalità e know-how qualificato: architette, geometre, sviluppatrici, ricercatrici e, ovviamente, ingegnere.

La fotografia sulla loro presenza all’interno di questo ambito professionale la dà l’Ordine degli ingegneri di Bolzano: al momento sono iscritte all’Ordine 91 donne su 1375 iscritti totali (pari al 6,6%), con tre nuove iscrizioni avvenute quest’anno. Nel biennio 2018-2019 ci sono invece state dieci le nuove iscrizioni rosa. Numeri non ancora altissimi ma che possono, e vogliono, fare da apripista verso un maggiore coinvolgimento nel futuro. Per farlo però sarà necessario abbattere i molti stereotipi di genere che ancora esistono.

«Dal comunicato stampa del febbraio 2020 del Consiglio Nazionale degli Ingegneri emerge un trend crescente del numero di iscritte. Attualmente in Italia le donne ingegnere rappresentano il 15,7% del numero totale di iscritti, con un lieve incremento rispetto al 2019 – commenta Silvia Santagati, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Bolzano -. Sono sempre di più le donne che operano in ambito ingegneristico, eppure il tasso di occupazione tra gli uomini laureati è pari all’83% mentre per le donne laureate è 74%. Per non parlare delle differenze di retribuzione di genere: il così detto “gender pay gap” è infatti il 29% nel settore delle attività scientifiche e professionali».

DALLA SCUOLA ALLE COMMISSIONI

E sono diversi i modi per sensibilizzare il pubblico sulla questione delle donne nel mondo tecnico: in primis dando semplicemente più risalto e visibilità a situazioni e notizie in cui esse sono coinvolte. Un aiuto, poi, dovrebbe arrivare anche dal mondo politico, coinvolgendo e convocando le professioniste dei diversi settori nelle Commissioni o nei tavoli di lavoro. C’è infine l’approccio culturale che riguarda in primis l’educazione dei più piccoli. Nelle scuole elementari e medie bisognerebbe dare maggiore spazio a storie di donne che lavorano in ambienti tecnici, eliminando i cliché e fornendo motivazioni ed esempi concreti a bambine e ragazze incentivandole a intraprendere un giorno quella strada professionale.

IL TOUR NELLE AZIENDE ROSA

Proprio per far conoscere le tante storie di donne che lavorano nelle professioni tecniche, tra cui anche le ingegnere, la rete femminile Wnet – networking Women e la Commissione provinciale pari opportunità – Servizio donna, ha lanciato una nuova campagna chiamata «Tour Donna e tecnica», in pratica un percorso itinerante tra le principali aziende rosa altoatesine che dà la possibilità alle professioniste di presentarsi alla popolazione.

La campagna vuole anche ricordare alle professioniste l’importanza dell’iscrizione al registro degli esperti per le commissioni territorio e paesaggio dell’Alto Adige. Da questo elenco infatti, dopo le elezioni autunnali, verranno scelti i componenti delle Commissioni locali. Un’occasione per poter garantire un’adeguata presenza di donne all’interno delle commissioni stesse, e delle loro competenze, esperienza e know-how.

«L’organizzazione del tour rappresenta un modo per dare risalto pubblico alle professioniste del mondo tecnico, spingendo e motivando le ragazze giovani a intraprendere queste professioni – commenta Marlene Rinner, ingegnere iscritta all’Ordine e presidente del Wnet-networking Women -. L’entrata di un maggior numero di donne all’interno delle Commissioni rappresenterebbe inoltre un bel segnale di apertura delle istituzioni verso una diversificazione della composizione del gruppo di esperti, che ad oggi ha sempre visto una predominanza maschile».

Foto, Marlene Rinner.

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