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Alto Adige. Sanità, aumentano il personale e gli acquisti di attrezzature

21 Luglio 2020

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Alto Adige. Sanità, aumentano il personale e gli acquisti di attrezzature

Oggi la Giunta provinciale ha dato il via libera ad un adeguamento della pianta organica dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. Nello specifico, sono previsti ulteriori 533 posti a tempo pieno assegnati per i prossimi cinque anni in via provvisoria. Infatti, in questo periodo i posti dovranno essere ridotti di 240 unità, per arrivare così ad un aumento netto di 293 posti.
In questo modo si punta a coprire il fabbisogno aumentato di personale in diversi ambiti. L’obiettivo politico da un lato è quello di prepararsi a un eventuale nuova ondata epidemica, ma anche di ridurre i tempi di attesa nel Pronto Soccorso e per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. È stato inoltre deliberato l’acquisto di dispositivi medici che serviranno, tra l’altro, ad aumentare la capacità prestazionale dei reparti di terapia intensiva.
L’assessore alla salute, Thomas Widmann, sottolinea i tre obiettivi politici delle delibere approvate oggi “in primo luogo vogliamo essere meglio attrezzati per fronteggiare un’ipotetica seconda ondata del Coronavirus o di altre infezioni. A questo scopo abbiamo sensibilmente aumentato la dotazione stabile di posti in terapia intensiva e potenziato il servizio epidemiologico. In secondo luogo grazie alle delibere approvate oggi  saremo anche in grado di ridurre  i tempi d’attesa sia per quanto riguarda il Pronto soccorso che per gli ambulatori specialistici. Infine possiamo ora acquistare apparecchiature mediche per gli ospedali e i servizi territoriali e mettere a disposizione il personale necessario per l’avvio della nuova clinica di Bolzano”.
Allo stesso modo il direttore generale dell’Azienda Sanitaria, Florian Zerzer, rileva “le risorse materiali e personali aggiuntive significano che possiamo aumentare la qualità e rapidità dell’assistenza ai cittadini – sia in caso di una nuova ondata di epidemia che al Pronto Soccorso e negli ambulatori dell’ospedale di Bolzano che saranno ampliati, sia negli altri ospedali del territorio che saranno dotati di apparecchiature aggiuntive di alta qualità. Ringrazio l’assessore perché questo miglioramento delle condizioni operative è essenziale per aumentare ulteriormente la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza“.
Un fabbisogno aggiuntivo di 30 medici e 70 collaboratori tecnico-assistenziali risulta dal piano di aumento dei posti letto in terapia intensiva di 25 – 30 unità. “Sinora, a seconda del bisogno, avevamo a disposizione da 35 a 37 posti letto in terapia intensiva. Nella fase acuta dell’epidemia ne abbiamo occupati oltre 80. Aumentare la base dei letti disponibili nelle terapie intensive è quindi assolutamente dovuto”, dice Widmann.
In seguito all’emergenza Covid-19, disposizioni statali prevedono anche l’ampliamento dei servizi epidemiologici. Anche in questo caso la delibera odierna prevede ulteriori posti per medici ed infermieri ovvero personale tecnico assistenziale. Accanto al monitoraggio della situazione epidemiologica questi avranno il compito di elaborare strategie per la prevenzione.
Per ottimizzare l’assistenza ai pazienti, anche qui in seguito all’emergenza, la Giunta provinciale ha inoltre approvato una seconda delibera con cui vengono messi a disposizione complessivamente 5 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi medici, destinati all’effettuazione di tamponi, a integrare la dotazione di ospedali e servizi territoriali e all’acquisto di respiratori, ecotomografi, pompe d’infusione, defibrillatori, monitor per pazienti e simili.
Sono in tutto 150 i posti a tempo pieno previsti per l’avvio della nuova clinica di Bolzano, dove, tra l’altro, ha sede una stazione centrale di terapia subintensiva. I posti aggiuntivi sono destinati a personale medico e tecnico-assistenziale nonché amministrativo e serviranno per aumentare la capacità del Pronto soccorso, i posti letto di osservazione breve e la capacità degli ambulatori esistenti. “Un requisito importante per poter pianificare più interventi e ridurre i tempi di attesa”, sottolinea Widmann.

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