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La cucina dei bambini

7 Giugno 2020

La cucina dei bambini

L’importanza di una corretta alimentazione per crescere sani e forti. 

Ciascun genitore sa o dovrebbe sapere che l’educazione alla cultura della tavola inizia sin dalla tenera età.
Fin dai tempi antichi i genitori si sono posti il problema della corretta alimentazione dei propri figli ma nei tempi moderni sembra si sia ulteriormente diffuso una pericolosa sensazione di inadeguatezza.
I motivi del disagio sono noti: moltiplicazione inverosimile delle pietanze alimentari, inappetenza dei pargoli, scarsa concentrazione a tavola, capricci dei piccoli che portano a ricatti e forzature.  La presenza costante in alcune case del telefonino, ha amplificato il disagio.
In questo panorama si inseriscono i falsi miti creati per scopi commerciali dalla pubblicità e dai redazionali, e si avverte una diffusa paura di mettere in tavola cibi solo buoni e non anche sani.
Abbiamo tutti la naturale diffidenza verso cibi che contengono OGM e cibi industriali “pronti” e surgelati.  Eppure attorno a noi si sente un diffuso benessere sociale, e abbiamo numerose opportunità di approvvigionarci con prodotti genuini per noi e per i bambini. Inoltre possiamo sempre contare su preziose consulenze di ottimi pediatri e nonni presenti e premurosi.
La confusione quindi specie per i genitori più “verdi” è in agguato. Ed è ancora più evidente per i giovani genitori del “sesso forte”, che tra i fornelli spesso tanto forti non sono, schiacciati dai (giusti) miti della “cucina della mamma” e della “cucina della nonna”.
Che fare quindi per superare dubbi e incertezze? Come educare al gusto i nostri figli? Spesso la civiltà gusto si trasmette con l’esempio. È del tutto evidente che se proponiamo sulle nostre tavole cibi gassati e merendine, sarà difficile che i nostri figli richiedano spontaneamente frutta e verdura cruda di stagione.
Ma ragioniamo.  Anzi, sediamoci. Cosa possiamo fare noi giovani genitori per la nostra famiglia?
Innanzitutto il momento della scelta degli ingredienti che saranno più tardi gli attori nel palcoscenico della tavola è altrettanto importante quanto quello in cui la giovane famiglia si riunisce attorno al desco.
In Alto Adige accanto alla sempre ben fornita GDO, che propone una struttura ed una organizzazione di vendita e prodotti simili in tutte le regioni d’Italia, fioriscono nel fondovalle numerosi mercati del contadino (Bauermarkt) con prodotti locali in prevalenza sfusi, di stagione e del territorio. Offrono i prodotti freschi, venduti spesso in abbinamento ad una gustosa breve spiegazione sulla loro provenienza e sulla loro coltivazione e non è difficile ricevere in omaggio un pezzetto di formaggio, tagliato a coltello ed offerto al bambino con un sorriso da una giovane e ruspante contadina.
Ci sono poi i mercati tradizionali, qui proposti  a cadenza bisettimanale, ed i negozi specializzati in alta gastronomia, le cosiddette boutique dei veri buongustai. Questi ultimi offrono il meglio della produzione agroalimentare nazionale e internazionale, sistemata su banconi luccicanti e affettata su Berkel satinate.
In altura, i masi di montagna regalano non solo vette spettacolari e aria incontaminata, ma offrono il contatto con i veri produttori delle materie prime e si scopre senza traumi che le mucche non sono viola, ma fanno degli ottimi latticini che vanno dal colore giallo chiaro (Almkäse o formaggio da latte vaccino da pascolo alpino) a quello più carico (burro e formaggi di malga stagionati).
Da vedere a metà settembre è il rito della transumanza, ben noto in molte nostre regioni alpine ed appenniniche. In un bel paese dell’alta val Passiria ogni anno a giugno i pastori si dirigono con le loro mandrie di buoi e pecore alle malghe. Per celebrare il ritorno nel fondovalle, dalla locale proloco viene organizzata a fine estate una grande festa con musica, ed a mezzogiorno inizia la transumanza con slitte trainate da cavalli e circa 200 pezzi di bestiame. Un’occasione unica per fare incontrare i figli con i produttori in un modo giocoso!
Altra scoperta giocosa da fare con i bambini sono le erbe e dei fiori commestibili, che in un castello in val Venosta è una vera poesia. Qui si può gratuitamente entrare in un bel giardino e scoprire assieme ai propri giovani allievi alcune piante semplici, con molti profumi diversi e talvolta con poteri curativi. Proviamo a riconoscere non solo il basilico e la camomilla, ma il sambuco e la lavanda, la melissa e la malva, la  piantaggine e la salvia.
Trasformare la spesa di ciascuno di questi ingredienti in un’esperienza giocosa e profumata è un momento di comunione con i figli indimenticabile.
Far comprendere quanta fatica si fa a raccogliere gli asparagi porta a rispettare il piatto che si ha davanti. E rispettare il cibo significa rispettare se stessi. Che goduria acquistare una verdura e ritrovarla lessa e condita poche ore dopo!
Altro dilemma per il giovane genitore è la trasformazione degli alimenti. Non è questa la sede per discutere dei diversi metodi di cottura, ma è intuitivo che vi sono alcuni metodi (piastra, griglia, cartoccio, stufatura, bollitura) che sono da preferire ad altri (frittura). Il tempo che si dedica alla cottura potrebbe essere utilizzato per riflettere sul valore della attesa.
È importante tenere a mente che la preparazione del pasto dovrebbe essere un rito festoso. I bambini non hanno bisogno di un piatto “stellato”. Chiedono però organizzazione in cucina, goliardia, spirito di squadra, ed un pasto semplice e genuino preparato con amore. E tempo passato assieme.
Impastare e preparare con le mani, tentare abbinamenti dolci e acidi, caldo e freddo diventa sperimentazione, crescita, conoscenza delle proprie inclinazioni. Mescolare i colori delle verdure fa diventare tutti Kandinsky ed emulare l’Arcimboldo nel piatto diventa un gioco a chi fa la faccia più buffa.
Infine, seguire il ritmo delle stagioni fa bene alla economia locale, al portafoglio ed anche alla salute. È un viaggio lungo e faticoso per chi parte da lontano, ma possiamo cominciare con un primo passo alla prossima spesa, assieme ai nostri figli.
Ha scritto Lao Tse: “Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani incomincia da un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia ha in inizio sotto la pianta dei tuoi piedi”
E, modestamente aggiungo io, il canederlo più buono del mondo è fatto con il pane di ieri.

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