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Inaugurata la nuova sede centrale della Caritas a Merano

23 Giugno 2020

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Inaugurata la nuova sede centrale della Caritas a Merano

Ascolto e servizio, punto di riferimento per chi ha bisogno e per chi, invece, vorrà aiutare. È stata inaugurata questa mattina, alla presenza del vescovo Ivo Muser, del direttore della Caritas Paolo Valente, delle autorità locali e delle maestranze, la nuova sede centrale di Merano della Caritas diocesana intitolata a Marta e Maria, le due sorelle del nuovo Testamento. “Solo insieme, ascolto e servizio, possono essere espressione della carità cristiana, di quell’amore che Dio cerca e serve nell’uomo” ha ricordato il vescovo benedicendo i locali della nuova struttura. Sotto lo stesso tetto, all’angolo tra via Galilei e via Verdi, si trovano ora riuniti diversi servizi e 10 piccole unità abitative indipendenti. “Non un insieme di uffici – ha ricordato il direttore della Caritas Paolo Valente – ma un luogo di incontro per le persone, i loro bisogni e le loro risorse”.

Terminati entro poco più di un anno, i lavori di ampliamento e ristrutturazione che hanno interessato quello che storicamente era conosciuto come “Spatzenturm”, hanno ridato alla comunità di Merano un nuovo edificio che la Caritas ha voluto intitolare a Marta e Maria, le due sorelle del nuovo Testamento che, come racconta l’evangelista Luca (10, 38-42), accolgono presso la loro casa Gesù. “Marta e Maria sono un tutt’uno. L’ascolto e l’azione, la riflessione e l’impegno, la preghiera e il lavoro non sono atteggiamenti tra loro in contrapposizione – ha detto il vescovo Ivo Muser dopo la lettura del passo del Vangelo – Solo insieme possono essere espressione della carità cristiana, di quell’amore che Dio cerca e serve nell’uomo. Dio nell’uomo e l’uomo in Dio, questo è il programma che auguro alla nuova sede della Caritas a Merano”.

A Merano la Caritas cerca da sempre di essere espressione della carità cristiana citata dal vescovo rispondendo da anni a diversi tipi di bisogni: dall’accompagnamento di persone indebitate, a quello di persone morenti o gravemente ammalate, dall’aiuto dato alle persone con background migratorio e ai rifugiati, alle persone senza dimora. È inoltre impegnata attivamente nel volontariato, nel lavoro con le parrocchie e di rete con altre associazioni e l’ente pubblico. Casa Marta&Maria riunisce ora per la prima volta sotto un unico tetto diversi servizi che in precedenza erano sparsi nella città, migliorando così lo scambio di informazioni e le sinergie da mettere in campo e diventando in questo modo anche un chiaro punto di riferimento per la popolazione. “Casa Marta&Maria non vuole essere un insieme di uffici – ha ricordato il direttore della Caritas Paolo Valente – ma un luogo di incontro per le persone, i loro bisogni e le loro risorse. L’impegno della Caritas sta nel portare la comunità a mettersi al servizio delle persone”.

Nella struttura, che sorge all’angolo tra via Galilei e via Verdi, trova spazio il servizio Caritas&comunità, che si occupa di volontariato e Caritas parrocchiali, l’Assistenza domiciliare, che nel 2019 ha fornito nel Burgraviato oltre 44 mila ore di assistenza a persone diversamente abili o con disagio psichico, il servizio Hospice, la Consulenza Debitori e la Consulenza per migranti Moca che nell’ultimo anno ha assistito oltre 1200 persone nell’inserimento lavorativo e sociale e nel disbrigo di pratiche burocratiche. Nella Casa, inoltre, sono state ricavate negli ultimi due piani 10 piccole unità abitative indipendenti, del progetto Domus di Merano (collegato al servizio Archè), segno dell’attenzione che Caritas pone al sempre più urgente problema abitativo di persone che si trovano a vivere una condizione di fragilità.

“Nel sostenere le persone più bisognose la Caritas ha svolto e continua a svolgere un ruolo ancora più prezioso ora che, dopo due mesi di quarantena forzata, sono aumentate le richieste di aiuto psicologico e materiale. Un servizio di assistenza e di consulenza agli indigenti che la Caritas garantisce puntualmente dando testimonianza quotidiana e concreta di solidarietà nei confronti delle persone più deboli e per la quale desidero esprimere la riconoscenza mia personale, quella dell’amministrazione e della comunità cittadina che rappresento” ha detto il sindaco della cittadina in riva al Passirio Paul Rösch.

I lavori, autorizzati dalle Belle Arti e su progetto dell’architetto Angelika Margesin, hanno tenuto conto della parte storica dell’edificio, in particolare della torre, sviluppando la parte nuova con linee moderne. Sobrietà e funzionalità i criteri seguiti per la ristrutturazione, senza perdere di vista il bisogno di accoglienza e ascolto delle persone che si rivolgono ai diversi servizi della Caritas. I costi per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio sono stati cofinanziati dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Un ringraziamento particolare va alle suore di Santa Croce, che vivono nel convento adiacente, dalle quali la Caritas ha acquistato l’edificio e con le quali continuerà a collaborare. Un grazie finale va alle aziende e ai professionisti che hanno seguito l’andamento dei lavori di costruzione e di arredamento della casa.

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